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Recensioni | Pubblicato il 25 settembre 2015

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Myrkur

M

Genere: Avant-Black Metal, Folk

Anno: 2015

Casa Discografica: Relapse Records

Servizio di:

La Relapse Records la lancia, il magazine specializzato “Terrorizer” le dedica la cover indicandola come il futuro del black metal, le recensioni impazzano (alcune buone, altre al limite del denigratorio) e così Amalie Bruun, titolare del progetto Myrkur, diventa un piccolo caso mediatico.

L’artista danese, classe 1985, è attiva fin dal 2006 e milita negli Ex Cops, duo dedito a un gradevole shoegaze /electropop con due release all’attivo (“True Hallucination” del 2013 e e “Daggers” del 2014). Nel suo curriculum, Amalie vanta anche la partecipazione come modella nello spot del profumo Bleu di Chanel (diretto da Martin Scorsese)  e la comparsa nel video di “Jack Sparrow” del gruppo di attori americani Lonely Island.  A dispetto delle premesse, pare che in realtà la sua vera passione sia la musica estrema e che lei stessa si definisca una “black metal girl nel cuore”.

Folgorata dalla fiamma nera, nel 2013 Amalie mette in piedi Myrkur e nel corso del 2014 rilascia una demo e un EP, materiale in cui emerge qualche elemento di interesse ma in modo ancora fumoso e approssimativo. Il nome inizia a girare nell’ambiente ma la musica non sembra lasciare il segno.

Per la registrazione dell’album si cambia marcia, così vengono assoldati il chitarrista Teloch (Mayhem), il batterista Øyvind Myrvoll, il bassista Sir (entrambi membri dei Nidingr) e altri collaboratori, mentre la produzione è affidata a Garm, leader degli apprezzatissimi Ulver. Quello che ne esce è un prodotto finalmente competitivo e assemblato con mestiere. L’idea è quella di prendere ispirazione da un certo black metal anni ’90 (primi Ulver, Burzum, Darkthrone e in generale la scena norvegese di quel periodo) alternando riff sinistri e barbarici ad aperture eteree, spaziando da atmosfere folk (con l’impiego saltuario di strumenti tradizionali a corda) a richiami dream pop con qualche passaggio di matrice ambient. A prevalere sono le clean vocals femminili, mentre il tipo scream è impiegato sono nelle parti più violente. Nel corso dei 37 minuti (ottima la scelta di rilasciare un album di breve durata, come del resto si usava nei decenni passati), la presenza di alcuni inserti pianistici contribuisce a impreziosire la proposta sonora e soprattutto ad accompagnare l’ascoltatore attraverso un immaginario tipicamente nordico, tetro e allo stesso tempo cristallino.
Nel complesso si tratta di un’opera ben riuscita e l’ascolto risulta coinvolgente. Il prodotto mette in buona luce le capacità interpretative di Amalie ed evidenzia un guitar work semplice ma suggestivo (le iniziali “Skøgen skulle dø”, “Hævnen” e “Onde børn” sono di gran lunga le tracce più ispirate). Impossibile non percepire una certa ingenuità di fondo e qualche attimo di affanno, lo stesso di chi intende misurarsi con entusiasmo in un genere volendo emularne le caratteristiche e finendo per ricalcarne involontariamente anche i luoghi comuni (Mordet” suona quasi come una divertente parodia del black metal e il riff iniziale dal sapore old school thrash riesce a strappare più di un sorriso). Questo “M” potrebbe quasi essere una demo di ottima fattura se non fosse per la produzione professionale, ma è proprio in questo slancio naïf che risiede il suo fascino, la sua freschezza e la sua bellezza femminile.

Myrkur sarà il nome più bersagliato dai puristi e da chi vede l’irruzione di una parvenu nel mondo metal come fumo negli occhi. Lasciando stare il gossip, il lato glamour del personaggio, il valore nominale delle etichette da applicare agli stili, apprezziamo con molto piacere i lati positivi e qualitativi del progetto nell’ottica di una sempre più diffusa contaminazione tra differenti estrazioni musicali. Qualche esempio per rimanere in tema? The Soft Pink Truth che hanno inciso Why Do the Heathen Rage?”, un album di cover black metal reinterprate in chiave elettronica (con un’evidente dose di ironia), oppure Thurston Moore, il leader dei Sonic Youth che ha fatto parte a tutti gli effetti della formazione dei Twilight, supergruppo ormai sciolto con membri di Leviathan, Draugar, Nachtmystium, Krieg. Tutto si mescola, tutto si ricicla, gli steccati cadono. La passione e la fantasia di chi è curioso invece rimangono le stesse di sempre.

Voto: 7.2/10

Tracklist:

  • 1 · Skøgen skulle dø
  • 2 · Hævnen
  • 3 · Onde børn
  • 4 · Vølvens spådom
  • 5 · Jeg er guden, i er tjenerne
  • 6 · Nordlys
  • 7 · Mordet
  • 8 · Byssan lull
  • 9 · Dybt i skoven
  • 10 · Skaði
  • 11 · Norn

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