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Recensioni | Pubblicato il 19 dicembre 2012

Santobarbaro - Navi

Santobarbaro

Navi

Genere: Songwriting, Elettronica

Anno: 2012

Casa Discografica: Cosabeat Studio

Servizio di:

Un piede nel cantautorato e uno nell’elettronica, i Santobarbaro rappresentano, con il loro ultimo lavoro Navi, una delle più interessanti novità di questa fine d’anno. Il duo composto da Pieralberto Valli e Franco Naddei, a due anni di distanza da Lorna (disco passato un po’ sotto traccia che si consiglia di andare a recuperare), ritorna con un album che, pur spostando in parte la rotta rispetto alle produzioni precedenti, si rivela un lavoro sorprendentemente maturo e ragionato.

Chitarre e distorsioni vengono messe da parte, per dare più ampio spazio a sintetizzatori, bassi, archi e pianoforte, lo strumento-parola diventa ermetico e pungente, il livello emotivo si fa elevato: Navi si presenta così come un ipotetico punto d’incontro tra la ricerca lirica e l’indagine sonora, punto d’incontro in cui la doppia anima Valli-Naddei sembra trovare la sua naturale rappresentazione.

Sin dalla prima traccia, “Urania”, la strada è netta e accanto al processo di destrutturazione e ricostruzione dei suoni emerge il ruolo fondamentale degli elementi naturali, costantemente richiamati a fare da rappresentazione poetica ed immaginifica di dolore e disillusione (“Dalla quercia / che mangia i corvi / spuntano / tra i rami piume / Cercherà il volo / strapperà / le radici dalla terra / Non sono sveglio / Portami via di qui.” recita “Quercia”).

Terzo paesaggio”, singolo segnato dall’insistenza di un ripetitivo giro basso-batteria, è una cupa marcia dal percorso circolare, sempre pronta ad esplodere per poi soffocare quasi all’improvviso, mentre con “Transit” e “Non sei tu” ci si dirige verso atmosfere più morbide e rarefatte che a tratti richiamano gli Amor Fou degli esordi.

I Santobarbaro dimostrano di sapersi muovere su terreni anche molto diversi tra loro e la toccante “Prendi me” ne è un esempio lampante con una prima parte dominata dal pianoforte e da un canto quasi sussurrato ed una vera e propria esplosione elettronica nell’altra metà del brano. L’intensità compositiva non cala neppure nella parte finale del disco, dove “Il corpo della pioggia”, “Tempesta” e soprattutto l’intensa “Io non ricordo”, tra piogge e nevi più o meno metaforiche, trasportano verso la chiusura affidata alle “Nove navi” in partenza, rappresentative delle diverse sfaccettature dell’animo umano in conflitto con le avversità della vita.

Crudo e dal fascino quasi enigmatico, Navi ha il pregio di uscire da qualsiasi schema stilistico e di mercato per lasciarsi semplicemente guidare alla deriva da una corrente desiderosa di libertà espressiva: è forse anche per questo che il duo ha scelto di lavorare in completa autonomia e di autoprodursi (l’unico logo è quello del Cosabeat Studio dello stesso Franco Naddei), con tutto il bene che una scelta del genere può aver apportato al valore artistico dell’album. Ce ne fossero di più di Santobarbaro, verrebbe da dire.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Urania
  • 2 · Quercia
  • 3 · Terzo paesaggio
  • 4 · Transit
  • 5 · Non sei tu
  • 6 · Prendi me
  • 7 · Il corpo della pioggia
  • 8 · Tempesta
  • 9 · Io non ricordo
  • 10 · Navi

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