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Recensioni | Pubblicato il 4 gennaio 2013

silent servant

Silent Servant

Negative Fascination

Genere: Industrial, Techno, Noise-ambient

Anno: 2012

Casa Discografica: Hospital Productions

Servizio di:

Negative Fascination è uno di quei dischi che ti lasciano senza parole. Qualsiasi parola spesa per la descrizione non rende l’idea della estrema bellezza di questo lavoro.Partiamo quindi dal Chi ovvero Silent Servant, il side project di Juan Mendez (conosciuto anche come Jasper e parte del progetto Sandwell District). Il disco è uscito per Hospital productions, etichetta di Domick  Fernow (Cold Cave).

Dire che è un disco prevalentemente dark non basta. La musica di Silent Servant non si limita a far emergere il lato oscuro ma te lo fa vivere;  ti si addossa, si insidia e ti divora. Vi sono retaggi di wave scarnificati ai massimi livelli che sfociano in ritmi industrial, noise e ambient e che abbracciano le strutture techno. Un mix di generi perfettamente amalgamati con un’elevata attenzione all’estetica senza scadere però in manierismi o eccessi.

Si comincia tensione evolutiva di “Process” che porta subito alla luce le sovrapposizione di genere con il sovrastrato rumoristico (gran lavoro delle percussioni) e il sottostrato dark-ambient (che verrà sviluppato in ”A Path Eternal“. Le dinamiche techno entrano in gioco con la successiva “Invocation of Lust“ che guadagna in ritmo ma non perde l’atmosfera rarefatta che pervade tutto il disco. Lo Stesso discorso si può fare per “The Strange Attractor” che risulta più martellante della precedente con un finale inaspettato dove calano i ritmi e incrementa l’inquietudine.

Si procede con ritmi abbastanza alti anche con “Moral Divide (Endless),  tra i pezzi più interessanti dell’album e nel quale si possono ritrovare le atmosfere dark-wave ”profanate” dall’elettronica invasiva. I Richiami alla corrente wave sono più marcati nella successiva “Temptation & Desire“, altro pezzo da incorniciare: la maestria di Mendez è tutta in questo pezzo. Straordinario gestore del caos  e l’inferno sonoro. Il disco si chiude con l’accelerazione assassina di “Utopian Disaster (end)“.

Il disco di debutto di Silent Servant è l’esempio di come si possa dare nuovi significati alla parola originalità nel mondo della musica: la contaminazione e l’assemblaggio di stili costruendo una forte personalità ed identità. Un album must di questo 2012 e che farà scuola.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Process
  • 2 · Invocation Of Lust
  • 3 · Moral Divide (Endless)
  • 4 · The Strange Attractor
  • 5 · Temptation & Desire 6.
  • 6 · A Path Eternal
  • 7 · Utopian Disaster (End)

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