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Recensioni | Pubblicato il 7 ottobre 2014

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Cold Specks

Neuroplasticity

Genere: Alt-Songwriting

Anno: 2014

Casa Discografica: Mute Records

Servizio di:

Neurplasticity sembra un titolo perfetto per il secondo album di Cold Specks, pseudonimo della cantautrice canadese Al Spx che torna a due anni dal debutto con Predict a Graceful ExpulsionLa neuroplasticità sta ad indicare la capacità del nostro cervello di cambiare la sua struttura per adattarsi a situazione patogene.

Se dovessimo trasferire questo discorso alla musica della cantautrice canadese, potremmo sostenere che questo è avvenuto dal primo al secondo disco. L’esordio era basato soprattutto su un intimismo naturale che la sua voce sa costruire; questo secondo lavoro è frutto di un adattamento della suo suono influenzato fortemente dalle collaborazioni ai dischi di Moby, Swans e Akinmusire. Nella ruvida”A Broken Memory” e la solenne “A Season of Doubt” (in entrambi i brani ritroviamo la tromba di Akinmusire) ritroviamo quell’intimità e la forza soul del primo disco, soprattutto nel secondo citato nel quale si può udire un arrangiamento minimale.

Ritroviamo un suono più sostanzioso, a tratti imprevedibile nella ritmicità (la martellante “A Quiet Chill“) e caratterizzato da una gestione ottimale di contrasti. Si pensi a un brano come “Bodies at Bay” nel quale si può individuare uno spiccato senso melodico che subisce vari cambiamenti d’intensità. L’esempio più calzante è quello di “Exit Plan” (con la collaborazione di Michael Gira) che vede alternarsi momenti di “quiete”, con la sola voce di Cold Specks, e tratti che acquisiscono sostanza con l’ingresso della voce maschile.

La distorsione e la dissonanza diventano due strumenti ricorrenti: si scorgono nello straordinario climax di “A formal Invitation” e sono presenti in “Old Knives” in uno stato di continua tensione, anche grazie all’uso ruvido della tromba. “Absisto” si inasprisce nel finale e rappresenta una costruita via di mezzo fra gli umori dei suoi due dischi. Discorso a parte per “Living Signs“, un pezzo che risulta elaborato diversamente con trame prog di sottofondo.

Cold Specks fa un deciso passo avanti rispetto all’esordio: il primo disco rappresentava il miglior “sfruttamento” della sua dote naturale; questo secondo lavoro è frutto di un’elaborazione maggiore, di un contagio della sua natura senza forzature o manierismi. Una sorta di secondo debutto che segnerà la strada della sua discografia.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · A Broken Memory
  • 2 · Bodies at Bay
  • 3 · Old Knives
  • 4 · A Quiet Chill
  • 5 · Exit Plan (featuring Michael Gira)
  • 6 · Let Loose The Dogs
  • 7 · Absisto
  • 8 · Living Signs
  • 9 · A Formal Invitation
  • 10 · A Season of Doubt

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