Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 19 dicembre 2014

twilight-sad2

The Twilight Sad

Nobody wants to be here and nobody wants to leave

Genere: indie-dark

Anno: 2014

Casa Discografica: Fat Cat

Servizio di:

L’uscita del nuovo album dei Twilight Sad è l’evento musicale dell’anno. Atteso, desiderato, immaginato. Perché la musica della band scozzese ha il potere di entrarti nelle ossa e nel cuore e ogni ascolto è un viaggio nelle penombre dei nostri sentimenti oscuri, delle nostre debolezze. Una magia che si spera sempre di rinnovare. Infatti dopo il meraviglioso No One Can Ever Know del 2013 la comunità degli adepti era pronta a raccogliere il successivo dono nella speranza di un rinnovarsi della catarsi. E la risposta di Nobody Wants To Be Here and Nobody Wants To Leave è all’altezza delle aspettative.

La band di James Graham (voce), Andy MacFarlane (chitarre, tastiere) e Mark Devine (batteria) pubblica per la Fat Cat un album compatto e sognante, figlio del precedente ma con elementi peculiari che è interessante scoprire. Intanto James ha deciso di rendere più intelligibile il suo ostico accento scozzese, che nei precedenti lavori rendeva il suo inglese una lingua a parte. Rimane comunque la caratteristica peculiare della sua voce, una nenia da bosco incantato.

Inoltre i suoni sono addolciti, le chitarre più presenti, le tastiere creano strutture  più delicate e le canzoni hanno meno strati di suoni. Rimane lo stile dolente e melanconico della band, a cavallo tra i Cure più sognanti e il dark folk, e il contrasto tra questi elementi e le potenti linee ritmiche. Iniziare l’ascolto di questa opera è un passo da cui non si torna indietro, tanta è la voglia di rivivere le emozioni che dona.

L’inizio è una dichiarazione d’intenti: “There’s a Girl on the Corner” inizia dolente scandita dal lento incedere della batteria, seguita da una tetra linea di basso e raggiunta da dolci note di tastiera. James canta di addii e di occasioni perse: << And you’re not coming back, And you’re not coming back from this, She’s not coming back, And she’s not coming back from this>>. Il brano esplode in uno stridore di chitarre e lamenti, perchè lei non tornerà. “Last January” è più veloce e tesa, con un basso che rende tutto cupo e un refrain apre il cuore per la sua delicatezza. Nonostante ciò che stiamo perdendo, <<it’s your eyes, touching my eyes>>. Commovente e profonda come una passeggiata nelle ombre di un bosco in autunno.

“It Never Was The Same” è uno splendido lento gotico, una delicata preghiera di non illuderci che le cose rimangano come vorremmo: <<You said , Our love will never die , It never was the same in this old town>>. “In Nowheres” è invece una cavalcata dark che ricorda la tensione dell’album precedente, mentre la chiusura è affidata a “Sometimes I Wish I could Fall”, un lento melanconico che ci ricorda che abbiamo appena partecipato ad una seduta di alcolisti anonimi della vita, sempre in cerca di sconfitte da celebrare per essere migliori domani.

I Twilight Sad sono una band da abbracciare con affetto e questo album è per me il migliore del 2014. Buon ascolto.

Voto: 9/10

Tracklist:

  • 1 · There's A Girl In The Corner
  • 2 · Last January
  • 3 · I Could Give You All That You
  • 4 · It Never Was The Same
  • 5 · Drown So I Can Watch
  • 6 · In Nowhere
  • 7 · Nobody Wants To Be Here And Nobody Wants To Leave
  • 8 · Pills I Swallow
  • 9 · Leave The House
  • 10 · Sometimes I Wished I Could Fall Asleep

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi