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Recensioni | Pubblicato il 9 marzo 2015

cover

Non Voglio Che Clara

Hotel Tivoli

Genere: Cantautorato, Pop Rock

Anno: 2004

Casa Discografica: Lavorarestanca/Audioglobe

Servizio di:

I Non Voglio Che Clara sono senza dubbio uno dei migliori gruppi italiani degli ultimi anni, e non lo dico solo mosso da bieco campanilismo, ma per motivazioni soggettive ed oggettive che tenterò ora di elencarvi. Normalmente non amo scrivere di ristampe, mi sono sempre sembrate un inutile esercizio di autoincensamento, ma questa volta, considerato di quale disco e di quale band si sta parlando, ho pensato fosse giusto fare un’eccezione.

Personalmente i brani di Hotel Tivoli sono stati tra i primi pezzi italiani seri che ho ascoltato quando ancora ero uno sfigatissimo amante del punk rock anni ’90 e di altre amenità che evito di citare per amor del mio buon nome. Fu un caro amico a farmeli scoprire inviandomeli a forza attraverso la chat di messenger (msn, non facebook). Era l’epoca dei nick name glitterati ed improbabili, spesso scelti dalle stesse persone che a distanza di sette o otto anni avrebbero definito con disprezzo ed alterigia “bimbiminkia” la propria versione 2.0. I piani per il sabato sera fu un’epifania: la ascoltavo nel weekend con quella malinconia teatrale che solo gli adolescenti sanno avere. Da quel momento in avanti Fabio De Min e i suoi sono sempre stati una certezza; hanno alzato l’asticella ad ogni nuovo disco che rilasciavano e su questo siam d’accordo sia io che la cosiddetta critica specializzata. La peculiarità di questa band trevigiana è la capacità di reinventarsi. Album dopo album lo stile di base, i temi, i testi, le sonorità rimanevano, ma c’era sempre qualche novità inserita nel modo giusto. E se nel disco eponimo a prevalere era l’aspetto cantautoriale, in Dei Cani si privilegiavano le sonorità orchestrali così come l’anima più pop trova il suo apice in L’Amore Finché Dura. Quello stesso afflato pop che in fondo altro non è se non il filo di collegamento con l’opera di cui questa recensione sta tentando di parlarvi.

Hotel Tivoli esce nel 2005 e rimane come pietra miliare, la base su cui De Min costruirà sia la sua poetica che le sue successive scelte strumentali. L’esordio recupera il meglio della tradizione musicale della penisola per sublimarla secondo il gusto degli anni 2000. Il filo rosso che lega passato e moderno è senza dubbio il singolo del disco, L’Ultima Occasione, cover del successo firmato da Mina e risalente al 1965. In questa ristampa è inoltre presente un inedito, Se Chiami Rendi tutto più Facile, che sembra il perfetto punto di contatto tra questo disco e il sophomore della band. Ma sono invece i grandi classici come Quello con la telecamera o la stessa title-track ad evidenziare il continuum che attraverso gli anni ha portato a  pezzi come Lo Zio e I Condomini. Io continuo, oggi come allora, a lasciare che la voce calda e malinconica e le note nostalgiche di De Min agiscano sul mio umore con una facilità disarmante, commuovendomi ancora dopo decine o centinaia di ascolti. Perché in fondo è questa la specialità dei Non Voglio Che Clara, il trasportarti in un passato che forse non è mai esistito, ma che proprio per questo risulta ancora più appagante.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Quello con la telecamera
  • 2 · Hotel Tivoli
  • 3 · I piani per il sabato sera
  • 4 · Il nastro rosa
  • 5 · Le paure
  • 6 · L'ultima occasione
  • 7 · Se ti senti sola
  • 8 · Se chiami rendi tutto più facile

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