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Recensioni | Pubblicato il 10 febbraio 2013

King of the Opera

King of The Opera

Nothing Outstanding

Genere: Songwriting, Psychedelic, Alt-rock

Anno: 2012

Casa Discografica: Trovarobato

Servizio di:

Samuel Katarro, enfant prodige dell’italico scenario alternative-rock, non è morto: è tornato semplicemente a nuova vita. Con un orizzonte musicale rinnovato e un nuovo pseudonimo, volto a trasferire più una comunione d’intenti che un progetto di individuale aspirazione.

Questa risurrezione, o meglio, mutazione,“trasmigrazione” artistica ha portato il vecchio Samuel – al secolo Alberto Mariotti da Pistoia – ad estendere i percorsi musicali (appena accennati nelle precedenti produzioni) in modo sorprendente. Rispetto al limes blues della precedente produzione by Katarro, King of the Opera suona come un progetto più variegato e maturo; come una band a tutti gli effetti, all’interno della quale ogni componente – pur riconoscendo la leadership poetica e compositiva di Mariotti – è funzionale all’impreziosimento armonico dei brani  raccolti in Nothing Outstanding. Vuoi per il virtuosismo percussivo di Simone Vassallo, vuoi per le melodie di archi e tastiere perfettamente combinate da Wassilij Kropotkin, e altresì ispirate ai modelli musicali classici (e al “classico” applicato alla tradizione rock occidentale).

Il risultato è un pastiche sonoro che, in apertura, ci riporta alle atmosfere dei Radiohead prima maniera di The Bends e OK Computer (si ascoltino Fabriciborio e The Floating Song, vero capolavoro di concetto); Worried About sembra invece prendere le mosse dalla recentissima scena indie-rock, Vampire Weekend su tutti.

In un’epoca in cui i gruppi rock tendono più a investire sulla ricerca sonora, a scapito della strutturalità dei brani (cadendo spesso per questo nella standardizzazione), Nothing Outstanding sembra andare in controtendenza, prediligendo una buona organizzazione dell’intreccio armonico rispetto a un’esplorazione timbrica estrema. Nella maggior parte dei brani si riconoscono sonorità essenziali, cristalline e immediatamente riconducibili allo strumento d’appartenenza; nella sola Heart Of Town incontriamo suoni di matrice post-rock e noise. Le progressioni armoniche, al contrario, seguono un flusso frammentario, impaziente di “smarcarsi” dall’ordinarietà del pop per avere il suo (non)compimento nell’atonalità (Nine-Legged Spider, Pure Ash Dream).

La domanda da porsi a questo è la seguente: siamo davvero di fronte a Nothing Outstanding? Mariotti & Soci sanno anche (auto)ironizzare, e questo disco – all’interno del panorama italiano soprattutto, e per tutta una serie di motivi (no-major-cantato-in-perfetto-inglese-sperimental-noise-ecchipiùnehapiùnemetta) – rappresenta un’eccezionale prova di poliedricità musicale.

Something Outstanding, indeed: lunga vita al Re, lunga vita ai King of the Opera.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Fabriciborio
  • 2 · Worried About
  • 3 · GD
  • 4 · The Floating Song
  • 5 · Nothing Outstanding
  • 6 · Heart of Town
  • 7 · Nine-Legged Spider
  • 8 · Pure Ash Dream
  • 9 · The Halfduck Misery

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