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Recensioni | Pubblicato il 17 luglio 2013

cover

Fabrizio Paterlini

Now

Genere: Modern Classical

Anno: 2013

Casa Discografica: Autoproduzione

Servizio di:

La classe del compositore e pianista lombardo si mette al servizio della modernità del contesto musicale che lo ospita. Infatti, con il nuovo album Now, viene dato rilievo a nuove sfumature delle sue composizioni che elevano e rifiniscono il trasporto emotivo, aspetto che non è mai mancato alla musica di Paterlini.

L’approccio è quello che rompe gli schemi della solitudine pianistica (seppur presente in un brano come “Silent Eyes“), a favore dell’ingresso di archi (Eugenio Gargiola e Chiara Spagnolo al violino, Jessica Orlandi  alla viola, Silvia del Paos al violoncello), già introdotti parzialmente nel precedente album e di un’elettronica minimale (prodotta da London-DC), non invasiva e che funge da “pennellata” decorativa, dando nuova luce alla ricerca estetica delle composizioni dagli umori cangianti (pensato all’uso visionario in “Summer Nights” o all’impatto nebbioso nel finale di “My perfect Time“).

L’inziale “After the rain there will always be the sun” ci introduce subito a un mood notturno, colmo di ombre; il tutto favorito dal taglio drammatico ma controllato degli archi e dal tocco cadenzato del pianoforte. Sublime. Queste tonalità sono mantenute anche in “Darkness is not the opposite of light” nel quale l’intervento degli archi si riduce a favore della performance pianistica del compositore (che si esalterà ancora una volta nella splendida “Iceland”, ricamata da flussi ambientali).  In “Not from the past, not for the future” gli spigoli si “arrotondano” (stessa cosa avverrà in “Finale“) e fa il suo ingresso la batteria essenziale di Luca Modena. Il brano assume una notevole fluidità e sfiora le strutture post-rock.

Il tocco di London-Dc è manifesto in “Harmattan” nella quale l’elettronica combacia con la classe della marcia del pianoforte: la portata del suo intervento è essenziale sfiora le note e non sovrasta mai la linea portante della composizione. Cosa indirettamente proporzionale all’impatto emotivo che invece risulta notevole, come dmostrerà anche la successiva “Behind teh Sky“.

Fabrizio Paterlini abbraccia il senso contemporaneo della modern classical ed è uno dei pochi italiani che è riuscito a sorpassare la linea del rigore ingiustificato legato ad una retorica di genere che molti suoi colleghi propongono. Una contaminazione voluta e ricercata che amplifica e rafforza la  sua eleganza compositiva, l’aspetto visivo e comunicativo della sua musica.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · After the rain there will always be the sun
  • 2 · Not from the past, not for the future
  • 3 · Summer nights
  • 4 · Darkness is not the opposite of light
  • 5 · Iceland
  • 6 · My perfect time
  • 7 · Silent eyes
  • 8 · Unrequited #4
  • 9 · Harmattan
  • 10 · Behind the sky
  • 11 · Finale

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