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Recensioni | Pubblicato il 15 marzo 2013

Small Giant

Small Giant

Now We're Gone

Genere: Synth-pop, Elettronica

Anno: 2013

Casa Discografica: Fairy Sister

Servizio di:

Sono sempre più gli artisti che durante i periodi di pausa dall’attività del proprio gruppo danno sfogo alla vena creativa personale per dare alla luce un progetto solista e in alcuni casi con risultati entusiasmanti. E’ il caso del disco in questione: un side project di Simone Stefanini, voce e chitarra di una della band di spicco della attuale scena nazionale ovvero i Verily So. Ad accompagnarlo in qualità di ospiti: Davide Lelli (The Please), Emanuele Voliani (Bad Love Experience), Laura Casiraghi (Starcontrol), Marialaura Specchia e Luca Dalpiaz (Verily So), Luigi Cerbone (Elara) e Stefania Salvato (Talk To Me), John Neff, tecnico del suono di molti film del regista americano.

L’artista toscano ci introduce così al disco Now We’re Gone: “L’esordio di Small Giant è un album di italo disco e non solo.E’ un concept sul tempo che scorre, fresco di nostalgia propria della fine di una stagione. Italo disco perchè questo è il linguaggio comune attorno al quale si raccolgono le tracce, per intonare il sacramento della malinconia come stato di grazia”. E in effetti il mosaico di questi elementi si ritrova tutto: l’aspetto malinconico con un’atmosfera plumbea, i piccoli riferimenti all’italo disco che culminano ideologicamente con la cover di “Neverending Story” e concretamente nella seconda traccia “The Night Apollo Died“. L’elettronica resta il punto focale delle composizioni e si mostra su più livelli: dall’essenzialità all’interazione con strumenti tradizionali.

Il risultato è una miscela interessante fra synth-pop, richiami shoegaze, retaggi pop e folk che si possono soprattutto ascoltare nell’iniziale “We Were Fuckers“. Tenebre e atmosfere si incrociano in “The Other Me“, frutto della calda voce di Marialaura Specchia e del tappeto di distorsioni sul quale si appoggia. Il miglior brano del disco. E non è da meno “Murakami” che mantiene questa dualità ma con una caratterizzazione più solenne. Le atmosfere e i ritmi di distendono nella successiva “Divisi”, brano nel quale la tromba interagisce al meglio con il resto dell’arrangiamento. “Another Way To Die” esplora per la maggior parte del brano strutture più minimali (tranne che per l’esplosione evolutiva pre-finale).

Simone Stefanini dovrebbe approfondire ulteriormente questo suo progetto che è riuscito a far rivivere i suoi punti di riferimento e il suo concept con classe e garbo. Ha dimostrato ancora una volta, così come ha fatto con il suo gruppo, il suo talento compositivo che potrebbe riversarsi in un futuri lavori dalle prospettive più che interessanti.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · We Were Fuckers
  • 2 · The Night Apollo Died
  • 3 · The Other Me
  • 4 · Murakami
  • 5 · Divisi
  • 6 · Another way to die
  • 7 · Bonus Track: Neverending Story

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