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Recensioni | Pubblicato il 12 aprile 2013

Laish

Laish

Obituaries

Genere: Chamber-Folk

Anno: 2013

Casa Discografica: Folkwit Records

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Il talento di un cantautore si nota soprattutto nella sua capacità di raccontare delle storie in modo originale,  usare diversi e coloriti linguaggi e “cavalcare” qualsiasi tipo di umore. Saper essere leggeri e scavare in profondità contemporaneamente: non è una cosa che riesce a tutti.

Questa capacità appartiene a Daniel Green (chitarra, Voce e testi) ovvero la mente che c’è dietro ai Laish, collettivo di Brighton che vede la presenza di Emma Gatrill (clarinetto,  fisarmonica, voce), Martha Rose (violino, voce), Dan Harding (batteria) e Patrick Lawrence (basso). Il nuovo album Obituaries arriva a tre anni dall’omonimo debutto del 2010.

La scrittura è acuta e arguta, con tratti ironici che si possono apprezzare già nel titolo rappresentativo di una serie di racconti delle proprie (dis)avventure utilizzando vari registri musicali. La natura folk della musica si avvalora delle trame orchestrali e di ipnotici passaggi melodici che accostano una certa immediatezza all’intreccio compositivo. Per comprendere cosa intendo, basta ascoltare la “marcetta” di “Warm The Wind” o le fitte sovrapposizioni strumentali di “Petty Ruiner”. 

Obits” ci introduce al mondo dei Liash: l’avvolgente incrocio delle voci, la base tesa e la tenue progressione del violino. Si prosegue con la grazia pizzicata di “Carry Me” nella quale si può apprezzare anche il trasformismo vocale di Green. In “Visions”, fra i brani più interessanti dell’album, si può ammirare la cura e l’equilibrio degli arrangiamenti (meravigliosi l’intro e le parti strumentali) con percussioni dosate e insistenti, una prevalente sezione acustica e la sovrastuttura pop che regge il brano.

Delicate Creatures” ha un approccio minimalista con voce e chitarra protagoniste nella prima parte e un arrangiamento più consistente nel finale. Un’interpretazione vocale da brividi ci introduce a “Choice” che parte in modo solenne e poi intensifica i ritmi lanciandosi in un convincente indie-pop che ricorda molto l’eleganza dei Belle and Sebastian. Stessa sorte tocca alla successiva “Obituaries” che rispetto alla prima amplia l’effetto evocativo. Il cerchio si chiude con l’intensità emotiva di “Discipline”, con un imponente ingresso del violino a metà brano, e “Closer” che risalta l’aspetto armonico con una leggiadra essenzialità.

Questo secondo lavoro dei Laish rappresenta uno dei dischi di quest’anno che meglio ha saputo interpretare il genere arricchendolo di arrangiamenti ricercati, testi perspicaci e sicuramente sopra la media.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Obits
  • 2 · Warm The Wind
  • 3 · Carry Me
  • 4 · Visions
  • 5 · Delicate Creatures
  • 6 · Choice
  • 7 · Obituaries
  • 8 · Petty Ruiner
  • 9 · Discipline
  • 10 · Closer

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