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Recensioni | Pubblicato il 6 ottobre 2014

Pan & Me

Pan & Me

Ocean Noise

Genere: Dark-Ambient, Neoclassical, Sperimentale

Anno: 2014

Casa Discografica: Denovali Records

Servizio di:

Un gradito ritorno quello di Pan & Me, progetto solista di Cristophe Mevel dei Dale Cooper Quartet. Due anni fa è uscito l’album di debutto Paal che aveva messo in evidenza un suono che si lan­ciava in ter­ri­tori misti di elet­tron­ica e neo­clas­sica in un’ottica oscura. Ocean noise è il titolo del nuovo album, uscito ufficialmente il 19 Settembre via Denovali Records.

Un titolo efficace che racchiude l’interezza dell’opera: l’immensità dell’oceano e i suoi rumori. Un disco che acquisisce senso nell’ascolto globale (come potrete notare soprattutto dall’ascolto del legame due brani come “Le Rose du Bleu” e “Nickel Empire” e non solo). Con questo nuovo album si cambia parzialmente registro: lo strato neoclassico viene relegato in secondo piano (il punto di contatto è “”Fahrenheit“) con un maggiore spazio dato agli archi; l’umore si fa più cupo, aumenta la trama drone, l’uso della dissonanza e la contemporanea dilatazione del suono. Il tutto è confezionato con una precisione e attenzione ai dettagli notevole.

Yotsuya Station” apre con uno stato di tensione che diventerà perenne, come un passo lento e minaccioso: potrete notare l’efficacia degli archi, le piccole abrasioni del suono che scemano nel finale; questo abbassamento del suono diventa il tema del successivo “La Jetee” che ferma il tempo, con un andamento semilineare (l’abilità nell’uso della tecnica dell’overlapping). “A Bigger Grand Canyon” si basa sullo stesso principio ma con una crescita graduale (successivamente inversa) e un’atmosfera maggiormente trasognante seppur nebulosa.

Parchemin” è il brano che risalta la sua capacità di gestire lo spazio e l’effetto del silenzio; un minimalismo ricercato che sarà il tema della prima parte di “The Sea is So Quiet“. Nella seconda parte aumenterà l’effetto dei synth: l’introduzione al trittico finale che porta il lato più graffiante del disco. Il rumore lentamente e progressivamente si impossessa di “Viva” e successivamente entrerà in gioco l’abrasione nel primo minuto di “Sun is an empty Room” che scemerà in un suono lineare ma che tiene forte lo stato di tensione e che perdura anche nella conclusiva “Re-wind“.

Mevel fa un lavoro eccezionale: è riuscito a dare una naturale evoluzione al suo progetto senza snaturare l’essenza; il concetto di traccia unica (idealmente parlando) rispecchia tutta una mentalità nel fare musica nel quale tecnica, aspetti multi-sensoriali ed emotivi vanno tutti nella stessa direzione per creare un’esperienza unica. Fra i migliori album di questa annata.

Voto: 7,8/10

Tracklist:

  • 1 · Yotsuya Station
  • 2 · La Jetee
  • 3 · Oberland
  • 4 · A Bigger Grand Canyon
  • 5 · Le Rose du Bleu
  • 6 · Nickel Empire
  • 7 · Fahrenheit
  • 8 · Parchemin
  • 9 · Sea is so quiet
  • 10 · Viva
  • 11 · Sun in an Empty Room
  • 12 · Re-Wind

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