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Recensioni | Pubblicato il 2 settembre 2013

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Umberto Maria Giardini

Ognuno di noi è un po' anticristo

Genere: Alt. Rock, Psichedelia, Prog

Anno: 2013

Casa Discografica: Woodworm

Servizio di:

L’abbandono delle scene, il ritorno con i Pineda, la definitiva “metamorfosi” musicale con il proprio nome di battesimo a prendere il posto dello pseudonimo Moltheni: sono stati anni artisticamente pieni questi ultimi tre per Umberto Maria Giardini, acclamato da fan e critica appena dodici mesi fa per il bellissimo La dieta dell’imperatrice e già nuovamente sugli scudi con il nuovo ep Ognuno di noi è un po’ anticristo.

Cinque tracce in cui il cantautore marchigiano prosegue sulla strada intrapresa nel precedente lavoro, ma con un’impostazione oggi ancora più svincolata dai fantasmi del passato, più imprevedibile e decisamente votata a derive di stampo prog, di cui pure se ne era avuto ben più di un assaggio ne La dieta dell’imperatrice.

Come da consuetudine giardiniana, delicatezza e furore camminano di pari passo tra le pieghe di Ognuno di noi è un po’ anticristo, così già l’esordio “Fortuna ora” si rivela un gioiello dalla duplice anima, leggera nelle fasi iniziali per poi sfociare in una seconda parte strumentale dalle sfumature psichedeliche via via sempre più grintose, che fanno il paio con le ritmiche travolgenti ed i colpi di piano Rhodes di “Oh gioventù”.

Sincera è la passione sprigionata dalle fitte trame sonore che si svolgono traccia dopo traccia, grazie anche al grosso lavoro della band di supporto a Giardini, composta da Marco Marzo Maracas, Giovanni Parmeggiani e Christian Franchi, così come viscerali si presentano le liriche del nostro, sempre sospese tra spasmi carnali ed un tocco di sacralità, simboleggiata da immagini legate al mondo naturale;  “Regina della notte”, nel suo fragoroso crescendo, racchiude in sé molti di questi frammenti, prima di cedere il passo ad “Omega”, brano magistrale per intensità e pathos, in cui il richiamo alla cruda materialità apre ad un canto a tratti sofferto.

A chiudere l’ep è “Tutto è anticristo”, altra gemma dalle molteplici sfaccettature musicali e testuali, impreziosita dal lungo dialogo di coda tra percussioni e chitarra, articolato finale che pare voler lasciare i puntini di sospensione aperti verso quello che potrebbe essere il prossimo lavoro full-length di Umberto Maria Giardini.

Pur trattandosi di un ep, siamo quindi di fronte ad un disco che si mostra dotato di una rara densità di contenuti, per molti versi impeccabile e pronto per essere divorato da chi già ama la vena decadente ma feroce del cantautore elpidiense: cinque tracce che manterranno senza dubbio alta l’attenzione verso ciò che il buon Giardini potrà riservarci nei prossimi mesi.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Fortuna ora
  • 2 · Oh gioventù
  • 3 · Regina della notte
  • 4 · Omega
  • 5 · Tutto è anticristo

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