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Recensioni | Pubblicato il 2 aprile 2015

LINEA-77

Linea 77

Oh!

Genere: Crossover Metal

Anno: 2015

Casa Discografica: INRI

Servizio di:

Nel periodo intercorso tra Ketchup Suicide e Numb, Linea 77 erano sulla bocca di tutti. Si era creato un hype nel panorama indipendente nostrano che regalò alla band enorme esposizione mediatica. Merito del primo album Too Much Happiness; a due anni dalla sua uscita fece ottenere alla formazione un contratto con la Earache, storica label inglese specializzata in metal, che avendo intuito le potenzialità della band si preoccupò di ripubblicarlo in una versione rimasterizzata e delle instancabili performance al vetriolo che permisero ai torinesi di emergere e partecipare a grossi festival, contribuendo ad accrescere la loro fama in giro per lo stivale e spingendosi anche nel resto dell’Europa.

Ad oggi sei album ufficiali sono intercorsi nella discografia del gruppo e anche una raccolta, due Ep, un disco live e dei cambiamenti che hanno minato la stabilità del gruppo stravolgendone le dinamiche interne.

Dallo strappo avvenuto qualche anno fa con Emiliano Audisio (storico frontman), dietro al microfono da alcuni anni c’è l’instancabile Dade, ex bassista e chitarrista per un breve periodo (in coppia con il sempre presente Nitto). Nelle vesti di cantante ha avuto il tempo di lavorare a due EP per poter prendere dimestichezza col suo nuovo ruolo.A questo vanno aggiunti i due membri Maggio al basso e Paolo Paganelli alla seconda chitarra; entrambi sembrano essere ben amalgamati al resto della band, soprattutto in sede live.

Dare un seguito, dopo questi avvicendamenti, che convinca i vecchi e nuovi ascoltatori potrebbe sembrare ben ardua impresa ma il gruppo sembra non preoccuparsene e vira su un indurimento del sound, cercando di apportare tramite l’utilizzo di sintetizzatori delle soluzioni per rinnovarlo senza andare a snaturare la struttura portante dei brani.

Il biglietto da visita rilasciato da “Presentat-Arm!che darà non poco filo da torcere a qualche detrattore per l’irruenza selvaggia. L’impatto irruento di Luce viaggia sulla falsariga di “The Sharp Sound of Blade e Grotesque“, brano presente in Horror Vacui, dalle cui sessions viene recuperata “Absente Reo che ha alcune assonanze (con riferimento all’intro) con ”Song for the Dead” dei QOTSA, per poi proseguire con un retaggio in bilico tra hardcore e metal.

Le influenze elettroniche confluiscono marginalmente in “Come Stanno Veramente le Cose”, brano dalle sonorità vicine agli ultimi Linkin Park e nella ruvidissima “Divide Et Impera, che vede la partecipazione di En?gma della Machete Crew, che “incastra” le sue barre in metrica con i due vocalist del gruppo. Merita particolare menzione anche la presenza di altri ospiti che hanno offerto il proprio contributo per altri due brani: “Caos vede la partecipazione di Sabino dei Titor, storica figura dell’hardcore torinese e la cover di “Non Esistere dei mai troppo lodati Fluxus con un cameo di Franz Goria (inconfondibile voce e chitarrista). L’urgenza di sfogare rabbia incanalandola in episodi come ”Zero“ è la stessa sprigionata nell’immediatezza di tracce come “Sapere Poco Leggere” e “L’involuzione Della Specie“, le uniche due superstiti di C’ Eravamo Tanto Armati, EP rimasto incompiuto a causa di un cortocircuito che ha reso irrecuperabili le tracce registrate.

Presentato come un ritorno alle origini, credo fortemente che l’album sia più in linea con il discorso iniziato con Horror Vacui e prosegue la virata intrapresa con l’ Ep La Speranza é Una Trappola, discostandosi dalla direzione di 10, il disco precedente in cui vi erano contenuti alcuni momenti meno riusciti  della carriera dell’odierno sestetto.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Presentat-Arm!
  • 2 · Luce
  • 3 · Divide Et Impera feat. En?gma
  • 4 · Absente Reo
  • 5 · Io Sapere Poco Leggere
  • 6 · Caos feat. Sabino (Titor)
  • 7 · Come Stanno Veramente Le Cose
  • 8 · L'Involuzione Della Specie
  • 9 · Zero
  • 10 · Non Esistere feat. Franz Goria

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