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Recensioni | Pubblicato il 28 novembre 2013

Oiseaux-Tempete

Oiseaux-Tempête

Oiseaux-Tempête

Genere: Ambient, Post-Rock, Sperimentale

Anno: 2013

Casa Discografica: Sub Rosa

Servizio di:

Non c’è da stupirsi del livello notevole che c’è dietro l’omonimo debutto degli Oiseaux-Tempête. Ci sono tante componenti che fanno comprendere subito la grandezza del progetto dal modo con cui è nato sino al risultato finale.

Prima di tutto ci sono tre musicisti con un’esperienza importante e che vi fa intuire la qualità tecnica del lavoro: Frédéric D. Oberland e Stéphane Pigneul (membri di FareWell Poetry e Le Réveil des Tropiques) e il percussionista Ben Mc Connell (batterista di Beach House, Rain Machine, Au Revoir Simone, Marissa Nadler e Winter Family). C’è la Sub Rosa, etichetta belga che ha prodotto molti lavori soprattutto legati alla scena d’avanguardia contemporanea.

Ma soprattutto c’è un aspetto visuale e tematico che ci porta ad una multi-dimensionalità della composizione. Infatti il progetto nasce da un’urgenza di raccontare la situazione greca, simbolo del malfunzionamento del mondo occidentale. Questo tipo di tematica è scaturito dall’incontro con il regista e fotografo Stéphane C. che ha documentato con le immagini il tutto ed è per questo che il suo lavoro è diventato parte integrante del progetto.

Tornando all’aspetto musicale, la band ha preso ispirazione da quelle immagini e ha provveduto alla registrazioni di field recording (importante la loro presenza in “Σοφία’s Shadow“) e sessioni di improvvisazione, poi ricamate e strutturate in studio. Il risultato è un suono dall’alto livello comunicativo che miscela vari stili solidamente strutturati: la trama ambient fa emergere la tensione di fondo che caratterizza tutto il lavoro (pensate a un brano come “Silencer”); sono presenti anche violente scariche strumentali frutto di architettute post-rock a doppia via: da un approccio più classico (“Opening Theme“) sino a ritmiche irregolari (la crescita imponente di “Buy Gold (Beat Song”) e che si ricongiungono con l’approccio di improvvisazione a cui facevamo riferimento prima (“Kyrie Eleison”  e “Call John Carcone” su tutti).

La Traversée” esprime benissimo la diversità di linguaggio con cui si cimentano: il velo sottile iniziale, la distorsione e il rumorismo crescente e poi una pulitura del suono che si espande e apre gli spazi. “L’ile“, uno dei brani migliori dell’album, mette in evidenza due aspetti: il lato più oscuro della loro musica e la loro attenzione al dettaglio. Tra l’evocativo e l’apocalittico, risulta il finale con “Outro (for the following)“.

Un lavoro di avanguardia di grande spessore su tutti i livelli: a partire dall’aspetto musicale che non si chiude in se stesso ma esprime benissimo il messaggio di fondo; l’aspetto visuale che si intreccia all’aspetto compositivo, abbracciando cosi la totalità dell’arte. Un disco che diventa un percorso olistico verso la realtà.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Opening Theme (Ablaze in the Distance)
  • 2 · Σοφία's Shadow
  • 3 · Buy Gold (Beat Song)
  • 4 · La Traversée
  • 5 · Nuage Noir
  • 6 · Kyrie Eleison
  • 7 · Silencer
  • 8 · Ouroboros
  • 9 · Call John Carcone
  • 10 · L'île
  • 11 · Outro (for the following)

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