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Recensioni | Pubblicato il 22 ottobre 2013

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Anna Calvi

One Breath

Genere: Gothic Pop-rock, Songwriting

Anno: 2013

Casa Discografica: Domino Records

Servizio di:

E’ davvero entusiasmante seguire lo sviluppo di un’artista in cui hai creduto sin dal primo ascolto. Due anni fa ‘cantavamo’ la nascita di una vera diva, di un talento che ha tutta la personalità per imporsi per i prossimi trent’anni. Il debutto di Anna Calvi fu qualcosa di estasiante e non furono pochi i detrattori che cercarono di minimizzare la portata di un disco d’esordio del genere.

Il nuovo disco della cantautrice britannica, One Breath, è la dimostrazione che quello del 2011 non è stato un episodio isolato. Le undici tracce fanno da prova della padronanza degli elementi a disposizione dell’artista: la scrittura sempre brillante, l’utilizzo della voce (l’espressività retrò di “Sing to Me” e “Bleed Into Me“, il canto sofferto e spezzato di “One Breath“)  che va a fondersi con il resto degli strumenti (il velo vocale sui ritmi e le improvvise distorsioni di “Piece by Piece“) perfettamente giostrati in fase di composizione. Emerge una maggiore razionalizzazione (riscontrata già nella purezza di un pezzo come “Eliza“), una maturazione che è figlia della personalità  e delle doti tecniche sfoderate nel debutto. Ma è quel qualcosa in più, che risulta indescrivibile, che rende il tutto affascinante. E’ la marcia in più del grande artista.

Un respiro è un attimo ma rappresenta un’interezza di emozioni: un inizio o una fine, una sorta di istantaneo congelamento del tempo in cui si accumulano paure e speranze, per assecondare o frenare un impeto. Il tutto è declinato in una direzione più ‘gotica’ ma senza scadere nella trappola del senso unico a livello di umore e di forma espressiva. Pensate all’iniziale “Suddenly“, sul come si dilata e poi si ricompatta nel ritornello; e poi la scossa improvvisa, il blackout, la sua sola voce che riemerge con gli strumenti e riprende il tema strumentale principale. Un inizio da chapeau.

Cry” è il brano che esprime meglio questo suo nuovo disco: lo strato costante con i suoi vocalizzi, la sua estensione vocale e poi gli inasprimenti (destrutturanti e fulminei). La tensione, invece, la fa da padrona in “Tristan” che gioca maggiormente sulla ruvidità del suono, anche nella parte finale nel quale il suono e i ritmi prendono consistenza. Aspetto, quest’ultimo, che prende forma con l’irregolarità di “Love of My life” che risulta un qualcosa di totalmente differente. Una robustezza inedita, che si scioglie solo nel finale, e che lei ‘cavalca’ senza nessuna fatica. E la sua versatilità vocale la dimostra nel modo con cui passa alla solennità di un pezzo come “The Bridge“.

Poteva essere un disco con una concentrazione maggiore sulla melodia e probabilmente in futuro esplorerà anche questo aspetto in un maniera totale con la stessa efficacia, ma Anna Calvi con coraggio si è focalizzata sul lato più tenebroso della composizione che si rispecchia anche nelle brillanti liriche. Un secondo disco che esprime la sua grandezza, la sua inenarrabile grazia e prepotenza stilistica con una particolare attenzione all’estetica del suono. E’ questa sua imponenza il punto fermo che le permetterà di spaziare e continuare ad esplorare nuovi territori con la sua fermezza e convinzione. Un livello che hanno raggiunto in pochi negli ultimi anni.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Suddenly
  • 2 · Eliza
  • 3 · Piece by Piece
  • 4 · Cry
  • 5 · Sing to Me
  • 6 · Tristan
  • 7 · One Breath
  • 8 · Love of my Life
  • 9 · Carry Me Over
  • 10 · Bleed into Me
  • 11 · The Bridge

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