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Recensioni | Pubblicato il 25 febbraio 2013

Suz

Suz

One is a Crowd

Genere: Neo-soul, Elettronica

Anno: 2013

Casa Discografica: No.Mad Records

Servizio di:

Non ho la possibilità di ascoltare Raitunes, programma condotto da Alessio Bertallot, da qualche mese ma i brani dell’ultimo album di Suz  non sfigurerebbero nelle scalette della trasmissione quotidiana di Radiodue.

One is a crowd è il secondo lavoro della bolognese Susanna La Polla e arriva a quattro anni dal debutto solista con Shape of Fear and Bravery. Suz esordisce significativamente come corista e vocalist di Papa Ricky, uno dei principali mattatori della scena reggae e raggamuffin nazionale, e alla fine degli anni ‘90 come cantante del gruppo punk rock Sushi à la Santory insieme a Riccardo Pedrini (Nabat, Wu Ming).

Questo secondo disco, come suggerisce il titolo, si propone come una sorta di linguaggio koinè ovvero una convergenza di stili e generi ben amalgamata che pesca dall’elettronica bristoliana e dalla modernità del cosiddetto movimento neosoul con una forte propensione alle ritmiche hip-hop e agli strati melodici dettati soprattutto dalla suggestiva voce di Susanna. Suz si circonda di collaboratori di tutto rispetto come Alessio Manna (Casino Royale) e Angela Baraldi. 

Il singolo apripista “Distant Skies (Don’t Say a word)” ci introduce subito all’amalgama appena descritta con una maggiore propensione alle atmosfere hip-hop: melodica, raffinata e ruvida allo stesso tempo. L’elettronica diventa più invasiva nella successiva “To here and now” con un’eccezionale performance vocale che spicca soprattutto nei momenti più minimali del pezzo.

Ritmi più ballabili, ma sempre con eleganza, in brani come “A Thousand Deaths” e “Bring Us Down“ che vede la partecipazione di Estel Luz che si rende protagonista di un ottimo fraseggio vocale, aspetto sempre curato con una certa attenzione. Le radici dub di Suz riaffiorano in “Out of the Blue”, mentre i tempi si dilatano e distendono in “Rubber and glue“, con il featuring di Angela Baraldi.

Frailest China” risulta fra i brani migliori dell’album in quanto vive il contasto fra la ruvidità delle strofe e la melodia del ritornello. Non è da meno “The Enemies Within”, un brano che gioca maggiormente sull’irregolarità ritmica. Si continua con l’elettronica “pesante” di “Let one be a crowd” e si conclude in maniera opposta con la grazia di “Nighthawk”. 

Un album compatto, che spicca per la sua varietà e che riesce a far imporre le qualità dell’artista bolognese e soprattutto la sua spiccata personalità. Inoltre Suz ha dimostrato di essere una buonissima interprete delle tendenze contemporanee della scena elettronica guardando con gusto al passato.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Distant skies (don't say a word)
  • 2 · To here and now
  • 3 · A thousand deaths
  • 4 · Bring us down (feat. Estel Luz)
  • 5 · Out of the blue remixed
  • 6 · Rubber and glue (feat. Angela Baraldi)
  • 7 · Frailest China
  • 8 · The enemies within
  • 9 · Let one be a crowd
  • 10 · Nighthawk

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