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Recensioni | Pubblicato il 8 gennaio 2013

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Orchestra Dark Italiana

Orchestra Dark Italiana

Genere: Alt-songwriting

Anno: 2012

Casa Discografica: Otium Records

Servizio di:

Tra i vari movimenti che stanno arricchendo la scena contemporanea italiana c’è quello dell’allontanameno progressivo dalle forme di cantautorato made in italy. Infatti negli ultimi anni ci siamo trovati di fronte ad un’alterazione delle strutture classiche per dare spazio alla contaminazione e un suono che sia il più possibile adiacente a quello che si vuole trasmettere con le parole.

Il disco omonimo di debutto (dietro il quale c’è lo zampino di Puglia Sounds) degli Orchestra Dark Italiana rientra proprio in questa prospettiva. Ma con un surplus in più che va ad arricchire la loro arte: la grande preparazione tecnica. Infatti quasi tutti i componenti del gruppo provengono da esperienze di conservatorio e accadamiche. E nel disco questo si può senitre nella cura dei dettagli che fa emergere il loro virtuosismo.

Il gruppo comprende membri proveniente da varie zone d’Italia: Flavio Michele (voce), la pianistaFederica Nardi , Giuseppe Paolillo (chitarra) e Savino Pace (batteria). Il loro approccio alla musica è globale: c’è l’anima cantautoriale che si manifesta soprattutto nei contenuti e nell’interpretazione vocale del cantante; e poi c’è una commistione di stili che si vanno ad alternare dal minimalismo acustico, a richiami alle strutture jazz sino ad incursioni  psichedeliche.

Il doppio strato della loro musica si nota soprattutto nell’introduttiva “Giappone“: la voce di Flavio si appoggia su un sound scarnificato che anche quando prende corpo non invade mai la scena. Ottima la gestione dei back vocal nel brano ma che sarà una costante di tutto l’album (bast sentire l’efficacia di questi in un pezzo come “Bue Muto“). Le ritmiche si accelerano in “Rondini” dove si sovrappongo le strutture psichedeliche e i retaggi jazz che si denotano soprattutto nello stile della batteria e dalle distorsioni trombettistiche. Tra i migliori brani dell’album. Vera” è un altra perla ed è un ulteriore dimostrazione della capacità della band di dare una scossa alla linea classica della composizione cantautoriale.

Youthell” rappresenta l’episodio più dark del disco con i ritmi che vengono diligentemente dilatati, mentre “L’aperto” tocca la vetta dell’introspezione con il “magico” duetto vocale impeccabile che fa da contrasto con la base musicale in continua tensione. La distorsione raggiunge i suoi massimi livelli in “Quindici”; queste si attenueranno in “Suona” per far spazio alla melodia acustica e alle trame psichedelica. Splendida la conclusione con Oxà che da spazio al pianoforte e a un suono più pomposo rispetto al resto dell’album.

Un esordio di valore e che ci consegna una band dalle interessanti prospettive sotto vari punti di vista: il virtuosismo tecnico, l’ecletticità compositiva  e la capacità di scrittura associata a quella di saper agire fuori dagli schemi. Non si può chiedere di meglio da un esordio.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Giappone
  • 2 · Rondini
  • 3 · Vera
  • 4 · Youthell
  • 5 · Bue Muto
  • 6 · L'aperto
  • 7 · Quindici
  • 8 · Suona
  • 9 · Oxà

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