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Recensioni | Pubblicato il 27 luglio 2015

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Other Lives

Rituals

Genere: Indie rock

Anno: 2015

Casa Discografica: TBD Records

Servizio di:

Cosa è successo agli Other Lives?  Cosa può aver turbato così tanto la band dell’Oklahoma? Forse avvenimenti personali, eventi che hanno riempito di nubi le vite dei membri della band, o forse la cupezza del periodo in cui viviamo, un periodo in cui non c’è proprio niente da sorridere.  Fatto sta che dopo Tamer Animals (2011), un capolavoro indie pop arioso, delicato e accogliente nella dolcezza delle sonorità, arriva Rituals, album che Jesse Tabish e compagni insieme al produttore Joey Waronker (Atoms for Peace) decidono di rendere cupo, dilatato, ostico.

In un certo senso Ritual è un’evoluzione, perché la struttura delle canzoni è più complessa, i brani sono più saturi (“da ascoltare in cuffia” è stato detto) e tutto prelude a futuri cambi di marcia psichedelici iper prodotti (lo zampino dei Radiohead si sente). Ma rappresenta anche un’incognita, perché in questo album la band perde parte della sua anima hippie e si ritrova a fare i conti con una musica triste, complessa, senza direzione precisa. L’album è godibile e si ascolta con piacere, ma il confronto con Tamer Animals regge a malapena. Ciò che conforta è che un grappolo di belle canzoni lo sorreggge, insieme alla magica voce di Jesse e alla voglia di portare l’ascoltatore da un’altra parte (anche se questa volta non è chiaro dove).

Bei momenti sono offerti dall’iniziale “Fair Weather”, litania proveniente da chissà quale oscuro pianeta, aperta dal piano e guidata dalle traiettorie della batteria e dai tappeti di voci e tastiere.  Poi c’è “Pattern”, che conquista grazie alla delicatezza della struttura e al pianoforte celestiale, oltre che alla voce di Jesse. “Reconfiguration”, il primo singolo, lascia indifferenti perché sembra non andare da nessuna parte, mentre “2 Pyramids”, l’altro singolo, è una bellissima canzone alla Other Lives: ritmo,  un mantra psichedelico e un tiro da far impazzire. Sicuramente la migliore. L’indie pop si manifesta più avanti, irresistibile, in canzoni come “English Summer”, ballata sognante tutta coretti. In brani come “No trouble” esce fuori la sempre più forte tendenza a utilizzare archi e intrecciarli con il pianoforte e il drumming spezzettato.

Eccessivamente lungo, Rituals si offre all’ascolto con tanti suoni avvolgenti, melodie mantriche e la malinconia di una band che sembra dirci che non c’è spazio per la contentezza e che sta cercando un’altra strada. Meno immediati e pop di prima, gli Other Lives sono a metà del guado.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Fair Weather
  • 2 · Pattern
  • 3 · Reconfiguration
  • 4 · Easy Way Out
  • 5 · Beat Primal
  • 6 · New Fog
  • 7 · Pyramids
  • 8 · Need A Line
  • 9 · English Summer
  • 10 · Untitled
  • 11 · No Trouble
  • 12 · For The Last
  • 13 · It’s Not Mag
  • 14 · Ritual

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