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Recensioni | Pubblicato il 18 settembre 2014

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Caribou

Our Love

Genere: Elettronica

Anno: 2014

Casa Discografica: Merge Records

Servizio di:

Aspettavo Daniel Victor Snaith al varco almeno da quattro anni, un po’ come tutti. Volevo capire se Swim fosse stata una di quelle foto che dopo qualche tempo metti nel cassetto e lasci sbiadire facendo finta di curartene un po’. Dopo aver visto Caribou live, in apertura ai Radiohead due anni fa, la mia attesa è diventata ancora più insaziabile. Non m’importava la “crisi” d’identità di questo ragazzo che riesce abilmente a passare da uno pseudonimo all’altro senza batter ciglio (dopo i primi due dischi sotto il nome Manitoba, nel 2013 è la volta di Jialong col moniker Daphni).

A smuovere quest’estate anomala è stato il primo estratto “Can’t Do Without You”, era giugno e il caldo opprimente, destinato a durare poco, ci aveva già trascinato nell’oblio di ombrelloni chiusi, delusioni post-mondiale e prove costume. Sulla falsa riga del precedente “Sun”, il primo singolo estratto da Our Love parte con un sample di voci che ripete all’ossesso il titolo del brano, come un treno in partenza il brano decolla con una marea di synth che precipitano dritti in un tunnel di saturazione, il finale è pura follia con tracce vocali e strumentali che si moltiplicano e il ritmo che aumenta la sua velocità. Un incontro perfetto tra analogico e digitale ma soprattutto un’ottima scelta che aumenta hype e attenzione sul sesto disco in uscita a Ottobre.

Our Love non è un album come Swim e c’è “Silver” a metterlo subito in chiaro. Il secondo brano in scaletta è una ballata elettronica dal sapore vintage anni ’80, una seconda parte in cui un arpeggiatore scalcia la voce di Dan che fino a quel momento era comunque defilata in pieno stile Caribou. “All I Ever Need” gioca sempre sul contrasto d’intensità tra le parti del brano, la title-track e secondo singolo che anticipa l’uscita del disco flirta con la techno senza badare ai risultati, sample vocali qui e li che a volte ricordano le voci di Burial e percussioni servono a riempire il quadro di un altro pezzo in pieno stile personale. “Dive” e “Julia Brightly” sono due brani di passaggio dalla durata di due minuti e poco più messi in scaletta in maniera oculata ma questo è uno dei motivi per i quali Our Love perde l’impatto che aveva Swim. “Mars” si articola su ritmi irregolari e rimane in superficie senza mai far male, “Back Home” ripropone quanto già visto in Dive in maniera quasi disarmante, ascoltare per credere. “You Love Will Set You Free” è la traccia più interessante insieme a Can’t Do Without You.

Our Love è un disco sicuramente ben curato ma il gusto di Dan Snaith non è certo una novità. E’ un album meno immediato di Swim, un album che difetta di brani che stordiscono come Hannibal o Jamelia, un album che esaurisce tutta la sua potenza nella prima traccia. Caribou ha scelto la via del velluto, il live, come al solito, sarà un altro discorso.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Can't Do Without You
  • 2 · Silver
  • 3 · All I Ever Need
  • 4 · Our Love
  • 5 · Dive
  • 6 · Second Chance
  • 7 · Mars
  • 8 · Back Home
  • 9 · Your Love Will Set You Free

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