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Recensioni | Pubblicato il 18 maggio 2013

Droning Maud

Droning Maud

Our Secret Code

Genere: Post-rock, Indietronica

Anno: 2013

Casa Discografica: Seahorse Recordings

Servizio di:

Come una serie di drappi che si sovrappongono, formando vari strati, così i Droning Maud sono arrivati al loro primo full-lenght. Attivi dal 2006, il quartetto si è presentato al pubblico con il primo ep intitolato The world of make believe(2009). Tra palchi e meditazioni compositive, è nato il vero e proprio album di debutto intitolato Our Secret Code che esce su Seahorse Recordings e vede la produzione di Amaury Cambuzat (Ulan Bator, Faust, Chaos Physique).

Il suono è un insieme di piani intersecati, una multistratificazione che trova bilanciamento nell’armonia (che tocca il culmine in “Oh Lord“) e nelle piccole destabilizzazioni. La base è costruita da strutture post-rock crepuscolari (“Sun Jar“) , sommessi ma incisivi interventi vocali che sfociano in retaggi shoegaze. E poi c’è l’elettronica, l’elemento che non da certezze e in alcuni casi asseconda il fluido mellifluo delle composizioni (la prima parte di “Now it fades now it’s gone“), in altri casi diventa il diversivo (“Nimbus“).

La cura delle parti strumentali è uno dei punti forza del disco e “Ghost“  e la progressione di”I’m Not Sleeping” sono un esempio efficace a favore di questo aspetto. Non è da meno, da questo punti di vista, “Inside Out” fra i brani più interessanti dell’album per il contrasto fra l’armonia complessiva e le piccoli distorsioni che incrociano l’arrangiamento. La stratificazione della loro musica si arricchisce anche di trame di stampo alt-rock come si può notare in “Kill the skyscraper“. Un altro pezzo degno di nota è rappresentato da “Led Lights“, tirato per tutta la prima parte e poi vi è la crescita che va ad irrobustire l’arrangiamento senza perdere di vista l’equilibrio compositivo frutto di un controllo oculato del suono.

Il gruppo si muove con scioltezza nei generi di riferimento, navigando negli standard e uscendo dagli stessi evitando così l’effetto occlusione. Un atteggiamento che mostra una diligenza compositiva e uno stile in via di completamento ma già ben delineato e marcato.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Sun jar
  • 2 · Ghost
  • 3 · Nimbus
  • 4 · Kill the skyscraper
  • 5 · Inside out
  • 6 · Now it fades now it's gone
  • 7 · I'm not sleeping
  • 8 · Led lights
  • 9 · The great divide
  • 10 · Oh Lord!

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