Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 11 febbraio 2013

parallel-worlds-2-am

2 a.m.

Parallel Worlds

Genere: Pop Rock, Britpop

Anno: 2012

Casa Discografica: Isaac Gravity Records

Servizio di:

Chiunque abbia parlato di Parallel Worlds, secondo ep dei marchigiani 2 a.m., non ha potuto esimersi dal citare gli Oasis. E non del tutto a torto: il tratto britpop della band è evidente e molto marcato, a tratti quasi troppo. Ciò di cui però spesso non si è tenuto conto è il taglio dreamy che questi ragazzi hanno voluto dare al loro composto pop rock. Una fusione di echi onirici ed arpeggi folk che ha un suo perché, in quanto riesce in parte a rinnovare un genere ormai fin troppo abusato per trarne qualcosa di nuovo.

Il disco, prodotto da Mattia Coletti e pubblicato dalla Isaac Gravity Records, segna un salto di qualità rispetto al precedente The End. The Start, i suoni si fanno più posati ma anche più consapevoli, e ben si percepisce come dietro a questo secondo ep si nasconda una ponderata scelta musicale che segna un cambiamento rispetto allo stile precedente.

Ma parliamo del disco: la prima traccia, Outsider, è un brano in cui chitarra e voce la fanno da padrone su uno sfondo etereo ed un’impostazione lo-fi che lo rende uno dei brani dal gusto più dreamy. Segue il singolo che al tempo preannunciò su Osservatori Esterni l’uscita dell’opera, Axl’s Song, un brano di orecchiabile pop rock che senza dubbio può avere grande presa sul pubblico ma che a tratti manca di originalità; devo quindi confessare che gli ho preferito altre tracce meno fruibili ma più interessanti.

Live from a Parallel World inizia con un’intro di folk leggero per poi evolversi in scelte melodiche tipicamente anni ’90 e dal sapore nostalgico. The Untold Words è il brano più “Oasis” sia per la scelta della linea vocale che per la sua carica strumentale incrementata e distorta rispetto alle altre tracce. Just for One Day è uno dei pezzi migliori col suo ritornello dal gusto dream pop e le sue strofe più propriamente pop, ma di quel pop “buono” che piace e non svilisce. Infine, chiude il disco The Magic Can’t Work, dal sapore più malinconico con questi accordi solitari stesi su una sapiente base di synth: senza dubbio una chiusura in gloria per un disco che lavora in climax ascendente. Proprio la doppietta finale, infatti, raggiunge l’apice di quel connubio tra britpop e dreamy mood di cui parlavo all’inizio.

Parallel Worlds è l’ep che segna il raggiungimento della maturità da parte di una band ormai pronta a lavorare su un’opera full lenght, ma con la consapevolezza che la via intrapresa va coltivata per limare quella carenza di originalità che talvolta ancora si percepisce in alcune tracce.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Outsider
  • 2 · Axl’s Song
  • 3 · Live From A Parallel World
  • 4 · The Untold Words
  • 5 · Just For One Day
  • 6 · The Magic Can’t Work

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi