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Recensioni | Pubblicato il 18 novembre 2014

pareidolia

Marina Rei

Pareidolia

Genere: Pop-Rock

Anno: 2014

Casa Discografica: Perenne

Servizio di:

Nel corso della sua ormai ventennale carriera, Marina Rei ha dimostrato di essere un’artista quanto mai poliedrica e originale, un raro esempio di eclettismo musicale e di onestà intellettuale lontana dalle logiche di mercato, che l’ha vista passare negli anni dal pop al soul al rock con un’energia e un’ispirazione invidiabili.

Il nuovo lavoro della cantautrice romana, Pareidolia, è l’ultimo episodio di questo lungo percorso, che vede oggi Marina Rei al fianco di Giulio Ragno Favero (Teatro degli Orrori, One Dimensional Man), qui in veste di produttore, in un album che mette a nudo tutta la sua carica oltre ad una scrittura qualitativamente ottima.

Titolo che richiama la tendenza del cervello a ricondurre a forme note oggetti e profili assolutamente casuali, come a voler stimolare l’ascoltatore alla ricerca delle proprie chiavi di lettura dei brani, Pareidolia si svolge in undici tracce dense ed eterogenee, che spaziano dal pop/rock più viscerale (“Sole”, “Lasciarsi andare”) alla dolcezza di pezzi come “Se solo potessi”, “Del tempo perso” e “Un semplice bacio”, mantenendosi sempre in bilico tra malinconie e speranze in cui ciascun animo può facilmente riconoscersi.

Intense e coinvolgenti sono le due tracce d’apertura “Avessi artigli” e “Ho visto una stella cadere”, mix eccellenti di originalità negli arrangiamenti e sapiente utilizzo di doti vocali ormai indubbie che valgono già da sole il prezzo del biglietto, mentre il primo singolo “Lasciarsi andare” scaglia i suoi colpi sulla scia di un ritornello dirompente.

Di tutt’altro stampo la title-track “Pareidolia”, rap impetuoso affidato a Zona MC tra i cui versi si inserisce per i ritornelli la voce cristallina di Marina Rei, seguita dalle atmosfere electro-pop di “Vorrei essere”, mentre a chiudere la tracklist sono le delicate “Fragili” e soprattutto “Annarella”, preziosa rilettura del brano dei CCCP di Giovanni Lindo Ferretti.

Quello che emerge dall’ascolto di Pareidolia è il valore di un’artista capace di reinventarsi, dare sfogo alla propria ispirazione in maniera indipendente e costantemente alla ricerca di nuovi percorsi da seguire, in barba alle dinamiche meramente commerciali cui potrebbe far comodo legarsi, mettendo piuttosto sul piatto un lavoro di valore, sincero e al tempo stesso denso di contenuti.

Marina Rei ha dimostrato ancora una volta di saperlo fare e questo disco non è che un esempio del suo coraggio e della sua creatività.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Avessi artigli
  • 2 · Ho visto una stella cadere
  • 3 · Lasciarsi andare
  • 4 · Sole
  • 5 · Del tempo perso
  • 6 · Se solo potessi
  • 7 · Pareidolia
  • 8 · Vorrei essere
  • 9 · Un semplice bacio
  • 10 · Fragili
  • 11 · Annarella

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