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Recensioni | Pubblicato il 15 gennaio 2012

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Corrado Meraviglia

Parlo Sempre Con Le Persone Sbagliate

Genere: Songwriting

Anno: 2012

Casa Discografica: La Fame Dischi

Servizio di:

Il 4 gennaio, agli albori di questo anno 2012, è uscito in free download sotto l’etichetta La Fame (Are We Real?, Love Yourself First) il primo disco di Corrado Meraviglia, famoso per essere stato definito “il cantautore che non sapeva di essere un cantautore”. E meno male che l’ha scoperto.

Il suo Parlo sempre con le persone sbagliate è un piccolo gioiello di cantautorato italiano, che, nonostante l’evidente periodo di superproduzione nel settore, riesce a risaltare e ad avere una originalità in grado di distinguerlo dagli altri, di renderlo riconoscibile ed apprezzabile. I testi sono semplici e diretti, parlano di situazioni e di emozioni attraverso l’esperienza di un uomo di mezz’età (ebbene sì, non stiamo parlando di un giovincello); sono come una serie di piccoli dipinti contenenti scene di vita vissuta in cui ciascuno può ritrovarsi o apprendere qualcosa. Le melodie sono posate e curate, di quelle che restano in mente con facilità; mentre la voce dell’autore, lievemente acuta, giovanile, e per certi versi simile a quella di Alberto Ferrari dei Verdena – anche se usata, ovviamente, in modo assai diverso – racconta queste intime confessioni in modo efficace. Rimane spesso monocorde, ma questo non disturba, anzi aumenta quell’impressione di spontaneità che pervade tutta l’opera.

Ad aprire l’album è il brano La mia vita, sostenuto interamente da squisiti arpeggi alla chitarra con qualche inserto di tastiera. La melodia, morbida e rilassante, accompagna un testo che è un dialogo represso, una raccolta di pensieri ma soprattutto la vivida rappresentazione di una situazione ben precisa, che prende forma poco a poco nell’immaginario dell’ascoltatore. Il seguente Un nuovo inverno ha una carica molto più forte, è ritmato e più elaborato nella strumentazione. Le strofe, principalmente narrative, sfociano in crescendo in un ritornello ampio e circolare, pieno. La traccia successiva è Quattro anni a Roma, un turbine di malinconia costruito tra arpeggi e toni bassi in cui centrale è la nostalgia per il passato, raccontato in particolar modo in quei momenti in cui si ripresenta prepotentemente sotto forma di sgradevoli incontri, carichi di amarezza, dai quali non si desidera fare altro che scappare. Graffi è più sperimentale dal punto di vista musicale, con il suo incedere lento ed inesorabile; il testo è una riflessione sulle ferite della vita, su ciò che l’amore e le esperienze lasciano sulla pelle delle persone, a volte in modo non totalmente negativo, a volte come monito, a volte come ricordo agrodolce di ciò che non c’è più.

Avamposto #31 è costruita benissimo dal punto di vista strumentale, specialmente nei giri di chitarra e nell’uso dei sintetizzatori; la voce di Meraviglia recita il testo creando un atmosfera alquanto intima, ma alla lunga un po’ stancante. Segue Come al mattino, risolta in un arpeggio lento ed essenziale contornato da effetti di sfondo miscelati sapientemente ad un testo triste e poetico.

Non mi piace (la tua vita elettrificata) è, come dice il nome stesso, una versione più andante ed arricchita di effetti elettronici del brano di apertura del disco; una buona prova di rielaborazione che permette anche all’ascoltatore di riconsiderare la traccia originale da un punto di vista diverso. Con te è un intermezzo sospirato che si gioca su un giro di chitarra circolare e ripetitivo; segue subito 01.00 am, dolce e dondolante, in cui i versi sono cantati a singhiozzo, lentamente, come se ogni parola avesse bisogno del suo tempo per essere assorbita e meditata; il testo è incentrato sul rimpianto, ma non ne parla in modo tragico, e nel climax sonoro finale sembra quasi di poter intuire una nota di speranza salvifica. Un’altra giornata carica di buone intenzioni, invece, attacca con un incipit epico per poi proseguire su un ritmo cupo ed asfissiante, legato ad un testo carico di incertezza ed inquietudine. E come tutte le belle favole anche questa raccolta di esperienze cantate non poteva che concludersi con un Happy End, ultima traccia del brano, anglofona e ricca di positività, per lasciare un dolce ricordo all’orecchio dell’ascoltatore.

Un’opera prima di tutto rispetto, dunque, per questo cantautore di Savona da poco uscito allo scoperto. Le varie tracce hanno ognuna una personalità propria e caratterizzante; sono le melodie che molto spesso farebbe piacere avere come colonna sonora della propria vita, per accompagnarne i momenti di particolare intensità o di estrema malinconia. Corrado Meraviglia inizia la sua carriera nel modo giusto, e a noi non rimane che attendere, nel suoi lavori futuri, la conferma di quanto ci è stato preannunciato in questo primo album.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · La tua vita
  • 2 · Un nuovo inverno
  • 3 · Quattro anni a Roma
  • 4 · Graffi
  • 5 · Avamposto #31
  • 6 · Come il mattino
  • 7 · Non mi piace (la tua vita elettrificata)
  • 8 · Con te
  • 9 · 01.00 am
  • 10 · Un'altra giornata carica di buone intenzioni
  • 11 · Happy end

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