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Recensioni | Pubblicato il 18 luglio 2014

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Luluc

Passerby

Genere: Folk

Anno: 2014

Casa Discografica: Sub Pop

Servizio di:

C’è sempre un tocco di semplicità in lavori che fondono una ammaliante connotazione estetica e un forte carattere di contenuto. Passerby è il secondo album dei Luluc, il primo per la Sub Pop, che riportano in auge un certo modo di fare il folk.

Il duo australiano, composto da Zoë Randell and Steve Hassett , è stato coadiuvato da Aaron Dessner dei National (che ha introdotto turnisti di band come Bon Iver, gli stessi The National, Beirut). Ed è qui che entra in gioco il discorso iniziale: quello che potrebbe sembrare un disco “classico” (stilisticamente parlando) si sorregge su trame fitte che si incrociano rivelando una struttura elaborata. L’iniziale “Small Window”  (così come “Tangled Heart“) è un manifesto evidente di questo modo di fare musica: il pianoforte che si inserisce fra gli arpeggi di chitarra, la salita del suono quasi impercettibile e la batteria finale che sigilla la consistenza raggiunta.

La voce solenne della Randell è lo spirito guida di questo disco (la forza dell’intimità di “Winter is Passing“) e si fa spazio nel minimalismo strumentale con eleganza e un tono generalmente malinconico (quasi oscuro in “Early Night“). Ma non c’è tristezza: il suono viene costruito in modo tale da valorizzare l’aspetto melodico della composizione e ne viene fuori anche una armonia quasi estatica e ipnotizzante (“Passerby”, Senja“, la trasognante “Gold on the Leaves“).

Tra i brani più meritevoli c’è da citare “Without a Face“, per il modo in cui viene steso il tappeto acustico, e “Reverie on Norfolk Street” che risulta il brano che centra maggiormente il mood dell’album, anche grazie ai piccoli cenni “psichedelici” che accentuano l’esperienza emozionale. La finale “Star” ci regala anche un respiro più profondo con gli archi che donano quel tocco in più alla complessità raccontata ed elogiata.

Il triangolo Randell-Hassett-Dessner funziona meravigliosamente ed è riuscito a far rivivere un’epoca fortunata del folk in una chiave moderna che è quella melodica. Questo non solo rivela una certa originalità (in senso lato) e una consapevolezza dei propri mezzi, ma anche le diverse angolature che potrebbero declinare l’evoluzione del loro suono.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Small Window
  • 2 · Whitout a Face
  • 3 · Passerby
  • 4 · Winter is Passing
  • 5 · Tangled Heart
  • 6 · Senja
  • 7 · Reverie on Norfolk Street
  • 8 · Early Night
  • 9 · Gold on the Leaves
  • 10 · Star

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