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Recensioni | Pubblicato il 21 marzo 2013

Drama Emperor

Drama Emperor

Paternoster in betrieb

Genere: Post-punk, Elettronica, Sperimentale

Anno: 2013

Casa Discografica: Seahorse Recordings

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La bravura e la brillantezza dei musicisti sta soprattutto nell’avere idee chiare sulla strada da seguire: il come, poi,  è il percorso di un’intera carriera. Drama Emperor  è uno di quei collettivi che già dal primo ascolto ti impressionano per la padronanza delle intuizioni compositive e per la chiarezza con cui esprimono la loro idea di musica con una notevole maestria tecnica.

Il gruppo marchigiano, formato da Cristiano Ballarini, Michele Caserta, Simone Levantesi, si era fatto notare già con l’ep omonimo del 2010, una sorta di manifesto del loro background No Wave. Il disco d’esordio Paternoster in betrieb , uscito per Seahorse Recordings,  rappresenta il completamento di quel manifesto ma più da un punto di vista concettuale, che nelle sonorità la cui influenza naturalmente resta.

Il loro credo è la ricerca di schemi che distruggono gli schemi: il fenomeno della sperimentazione che si esprime sotto i capisaldi dell’autodeterminazione e della precisione compositiva, priva di inutili riempitivi o di manierismi di settore. E così che dalle basi wave della loro musica ritroviamo le incursioni elettroniche  che si propongono sotto varie forme (ed un pezzo come “Riversami” lo dimostra chiaramente), ritmi frastagliati rivolti al rumorismo deflagrante (vedi ad esempio l’instacabile trama di  “Other Side“) o a ritmiche più sostenute, come in “Dead Technology” nella quale non mancano pause dissonanti.

Technicolor” (che vede la produzione di Martin Bisi)  è un po’ l’emblema della discontinuità ritmica, delle varie sfumature che si alternano e si sovrappongono: l’inizio è volutamente contenuto per poi appesantire e irrobustire lo scheletro dell’arrangiamento. In “Sing Sing Sing” il terzetto esprime la parte più irruenta del proprio suono che dal punto di vista dell’interpretazione vocale “ruba” qualcosa dallo stile hardcore.  L’elettronica esprime la sua manifestazione più evidente e quasi ossessivamente nel singolo “Aber”, i cui soffocanti respiri finali rappresentano la ciliegina sulla torta.

Tra i migliori brani dell’album c’è “Phrase Loop”: calano i ritmi, l’atmosfera più rarefatta, l’elettronica più squilibrante e il cantato solenne. Il momento più oscuro dell’album insieme a “Second Floor” che si avvale della preziosa collaborazione di Stefano Zoppi al Sax.

Un debutto dalla portata internazionale molto convincente e che è l’espressione di una consapevolezza e di una maturità figlia di un analitico lavoro di ricerca e di composizione; un percorso meditato quello dei Drama Emperor, che con ragionevolezza esprimono l’irrazionalità della propria musica.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Other side
  • 2 · Teknicolor
  • 3 · Sing sing sing
  • 4 · Aber
  • 5 · Phrase loop
  • 6 · Dead of technology
  • 7 · Riversami
  • 8 · Second Floor

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