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Recensioni | Pubblicato il 30 ottobre 2012

Paul-Banks-Banks

Paul Banks

Banks

Genere: Rock, Alt-Rock

Anno: 2012

Casa Discografica: Matador Records

Servizio di:

Paul Banks torna a fare parlare di sé ancora una volta da solista, lasciandosi però alle spalle lo pseudonimo Julian Plenti (dopo la pubblicazione dell’EP Julian Plenti Lives, lo scorso 26 Giugno) e presentandosi semplicemente come se stesso. Banks appare, già dal rilascio un paio di mesi fa del singolo di lancio (nonché brano di apertura) The Base, un lavoro complesso ed intimo, che parte dalle fondamenta della lunga esperienza targata Interpol per articolarsi attraverso la personale, profondissima sensibilità musicale del cantante dell’Essex.

Come già annunciato, è proprio The Base ad aprire Banks, e lo fa con una classe unica, capace di saltare da atmosfere cupe e musicalmente intriganti a brevi intervalli delicati accompagnati solo da arpeggi ed archi. Il tutto viene rifinito dal timbro vocale inconfondibile di Paul Banks, che completa quindi con rara efficacia uno dei brani sicuramente più piacevoli di questo autunno. Giusto il tempo di riascoltarsi qualche volta di fila The Base e si passa ad Over My Shoulder, brano molto ritmato in cui gli influssi Interpol si sentono più marcatamente rispetto alla traccia precedente, conferendo un tono diretto e concreto che accelera e cresce andando a scontrarsi con la (quasi) pacifica Arise, Awake, intima e tinta di una malinconia quasi ansiosa nella seconda parte.

Se c’è una dote che sicuramente possiamo trovare traccia per traccia in Banks è la piacevolezza già dal primo ascolto, data da un’omogeneità stilistica ed interpretativa che fa del lavoro stesso un’unica figura armonica, complessa nelle sue parti e perfettamente delineata nell’insieme. Young Again ne è una delle dimostrazioni, oscillando tra i ritornelli che periodicamente ritornano e tastiere che amalgamano colori malinconici e chitarre scomode. Il tutto si scioglie in Lisbon, brano strumentale falsamente rilassato all’inizio, introdotto da arpeggi stranamente sereni, per acquistare periodicamente forza ed un certo carattere sinfonico: complesso, articolato e dotato di un pizzico di ideazione folle, Lisbon offre un assaggio di Paul Banks ancora tutto da scoprire.

I’ll Sue You rinasce dalle eco degli Interpol che ancora rimbombano nella testa di Banks e si riporta su uno stile malinconicamente ‘classico’, dotato di una melodia interessantissima alla quale si aggiunge una vocalità che spazia da toni delicati a quelle tipiche, caratteristiche sfumature quasi cattive che da sempre siamo abituati a riconoscere.

Paid For That e Another Chance si presentano in rapida successione, la prima con tinte ombrose, quasi cupe, la seconda aprendosi con un monologo parlato che torna periodicamente (sometimes people fuck up) accompagnato da archi, arpeggi e piano che delineano l’ennesima complessa atmosfera, l’ennesimo quadro raffinato da miniaturista. No Mistakes potrebbe essere tranquillamente una canzone degli Interpol, non fosse per l’approccio ritmico che determinerebbe una variazione decisa dal classico profilo rock della band di New York; un tono ostile si aggira e affiora qua e là durante il brano, reso quindi concreto e tagliente, quasi urlato nel finale.

La rabbia svanisce però all’istante, lasciando alle note conclusive di Summertime Is Coming con un tono, se non rilassato, sicuramente molto profondo e tanto da regalare proprio al termine una strofa quasi toccante, un faccia a faccia fra la voce straziante solitaria e l’ascoltatore. Eco che si rincorrono su note lunghe e malinconiche dipingono quindi strato dopo strato il tocco finale di Paul Banks al suo ultimo, omonimo lavoro.

Forse non sarà un disco epico, né tanto meno il disco della carriera di Paul Banks, ma Banks sa regalare – senza nessuna pretesa, senza forzare – dieci brani perfettamente amalgamati, in cui c’è spazio per elaborare ogni concetto, ogni nuova strumentalità, ogni nuova nota vocale. Un bagaglio di malinconia, profondità ed omogenea piacevolezza; in una parola, Banks.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · The Base
  • 2 · Over My Shoulder
  • 3 · Arise, Awake
  • 4 · Young Again
  • 5 · Lisbon
  • 6 · I'll Sue You
  • 7 · Paid For That
  • 8 · Another Chance
  • 9 · No Mistakes
  • 10 · Summertime Is Coming

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