Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 25 maggio 2015

Raein

Raein

Perpetuum

Genere: Screamo, Post-rock, Post-hardcore

Anno: 2015

Casa Discografica: Autoproduzione

Servizio di:

I Raein sono, insieme ai loro conterranei e forse fratelli maggiori, La Quiete, uno dei frutti più belli tra quelli sbocciati nella scena screamo romagnola – celebri in tutto il mondo e venerati alla pari di gruppi fondatori del genere come gli americani Orchid e Saetia (e qua ci sarebbe da aprire un’indagine, perché lo screamo italiano è nato proprio lì? La rabbia per Riccione e la riviera? O qualcosa di altro?) – che ha come capolavoro assoluto il disco del 2004 de La quiete “La fine non è la fine”. L’ultimo virgulto dei Raein apparve, sotto il titolo “Sulla linea d’orizzonte fra questa mia vita e quella di tutti”, nel 2011 e si impose come l’opera più bella tra quelle fino a quel momento pubblicate dalla band e come vero e proprio disco di culto per un nuovo sentiero per lo screamo italiano a circa dieci anni da quello de La Quiete.

Adesso, dopo un enigmatico conto alla rovescia su Facebook che ha riempito di attese i tantissimi proseliti del gruppo romagnolo, l’attesa è stata ricambiata con quanto di più bello ci si potesse aspettare, un nuovo album dal titolo Perpetuum (definito così dagli stessi Raein, pur bruciandosi ed esaurendosi meravigliosamente in 17 minuti), registrato e mixato tra Forlì e Ravenna, e in free download dal loro sito ufficiale.
I Raein dimostrano in questi 17 minuti di poter procedere nello stesso tempo con uno sguardo al passato e uno sguardo al cambiamento, onesti nel riconoscere che, seppur nella sua violenza di cristallo, lo screamo che poteva essere tale cinque, o meglio dieci, anni fa, oggi ha forse bisogno di essere ricalibrato e rivisitato. Onesto, e credo sia importante sottolinearlo, perché derivato forse da una convinzione interna nella mentalità del gruppo, sazio di un suono che ha avuto il merito di formare e che sarebbe andato incontro ad un sicuro successo, seguendo la scia che avevano sempre tracciato. Ed invece, quello che scorre in questi minuti, è un passo in avanti, è un’evoluzione dello screamo con i canoni del post-hardcore, in un suono più solido del solito, e una voce che si trova quasi sempre sorretta dalla violenza degli strumenti. 17 minuti sono davvero pochi e così, finito l’ascolto, non resta che ripartire, e vivere nuovamente i folli saliscendi di “Salvia” con le chitarre sempre in primo piano, spigolose e melodiche, il dolore e la rabbia hardcore anni ’90 di “Tutte parole d’amore” (“lontano tornare per essere attraversati e dimenticati. L’abbandono per curarci. Esistere e dissolversi” recita il testo), le atmosfere eteree e sognanti che richiamano all’immagine della copertina di “Giovanni Drogo (Requiem)”, fino all’alone romantico e nostalgico della conclusiva “Senza titolo”, che chiede a gran voce di far ricominciare tutto da capo, tra melodie e improvvise esplosioni.

Bellissimi, come al solito, anche i testi, ed è giusto chiudere così come chiudono i Raein: “Vi abbiamo ricordato gia, attraversando il fallimento. In caduta negli strati, superfici per passi in pericolo; stessa ricerca senza tempo, allena polmoni alla corsa! Le cose più care deluderanno sempre, nessuno ci ha visto morire”.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Salvia
  • 2 · Tutte parole d'amore
  • 3 · Drvenik
  • 4 · Giovanni Drogo (Requiem)
  • 5 · Polline. Pensieri generosi delle donne
  • 6 · Senza Titolo

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi