Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 4 settembre 2013

Adobe Photoshop PDF

Joycut

"PiecesOfUsWhereLeftOn
TheGround"

Genere: Wave, Elettronica

Anno: 2013

Casa Discografica: Irma Records

Servizio di:

Sono passati due anni da Ghost Trees Where To Disappearl’ultimo lavoro dei Joycut. Il quartetto bolognese dimostrò di saper rielaborare bene i propri punti di riferimento e di saper dare freschezza al sound, facendo emergere una personalità non indifferente.

E che la personalità sia importante per distinguersi, lo sappiamo bene. E il gruppo ne ha da vendere. Il nuovo album PiecesOfUsWhereLeftOnTheGround, che uscirà a fine settembe per Irma Records, porta alla luce questo aspetto e anche un tipo di sound che assembla nuovi “materiali” per la composizione. Se nel precedente disco la focalizzazione era sulla new-wave, in questa nuova fatica i quattro si concentrano sull’evoluzione elettronica della scena wave e su ciò che ne ha creato i presupposti (pezzi come “Drive” e “Kids Kids Kids“ rendono ottimamente l’idea della prevalenza di questa componente).

Il titolo esalta il distacco da ciò che hanno fatto in precedenza ed è anche la rappresentazione di quindici tracce che si legano senza pause fra di loro. Una coraggiosa scelta di una ricerca quasi del tutto strumentale che li porta ad esplorare maggiormente le spigolosità della loro musica, anche se non mancano i momenti in cui raccoglimento e tratti armonici emergono (l’intensità emotiva di “1-D, ma anche le leggere aperture che cela le ritmiche di “Wireless” e “Neverland“).

Dominio” è il primo brano che mette in evidenza il nuovo corso, con le sfumature elettronica che danno profondità e dimensione alle ritmiche sostenute. Ma è “Individual Routine” che sottolinea il tutto con la sua dilatazione e la sofferta deflagrazione sonora. La ruvidità avrà la sua massima manifestazione nelle sonorità minacciose di “Evil“.

Non si può non notare anche la contaminazione industrial che di deposita, seppur in modo moderato, in alcuni brani: pensate alla prima parte di “Funeral” prima della sua “esplosione” ritmica, al sottostrato destrutturante di “Child in Love“, l’evidenza della brevissima “Berlin“.

Un lavoro importante che lascia agli strumenti il racconto e che è frutto di scelte minuziose in fase di composizione. La lunghezza dell’album sarebbe potuto essere un aspetto a loro sfavore, ma non vi sono mai punti di stanchezza in relazione all’organicità e l’efficacia comunicativa di ogni singola traccia. Un ritorno gradito che conferma quanto di buono fatto in precedenza.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Wireless
  • 2 · Dominio
  • 3 · Individual Routine
  • 4 · Drive
  • 5 · Dark Star
  • 6 · 1-D
  • 7 · Funeral
  • 8 · Children in Love
  • 9 · Kids Kids Kids
  • 10 · Neverland
  • 11 · Evil
  • 12 · Pieces of Us
  • 13 · Save
  • 14 · Berlin
  • 15 · New Poets

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi