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Playlist | Pubblicato il 8 ottobre 2014

Torna l’appuntamento con la playlist collettiva a tema pittorico. Dopo René Magritte è la volta di Marc Chagall (Lëzna, 6 Luglio 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 28 Marzo 1985), uno degli artisti più rappresentativi del Novecento. Nel corso della sua lunga carriera un susseguirsi di storie dove la vita si mescola con la fantasia, i ricordi col sogno. Dove i personaggi che si rivelano sulle tele non sono solo uomini, ma anche animali, in una comunione propria dell’incanto di un bambino ma anche di uno spirito religioso per cui c’è un legame, indissolubile, fra tutte le cose. Un pittore-poeta, che per dirla con Saint-Exupéry vede l’essenziale, agli occhi altrimenti invisibile, solo col cuore e proprio al cuore deve la sua pittura, che tutti accoglie sotto le stesse stelle.

marc chagall

Ogni artista ha a sua disposizione un’unica stanza. La chiamano “la bara”: un triangolo con un soppalco dove l’inquilino dorme su un materasso sottile sottile. Niente acqua, gas, elettricità. Corridoi bui, spazzatura dappertutto, grondaie bucate. Ma sui pianerottoli circolari, oltre le porte numerate, si sentono gli italiani che cantano, gli ebrei che discutono, gli strilli delle modelle negli studi dei russi. Prima della guerra, Chagall fa la vita dell’esiliato. Lavora solo, sino a tardi. Riceve pochissimo. Solo qualche visitatore. Cendrars per primo, poi Apollinaire. Quando tornano a casa, di notte, ubriachi e rumorosi, gli altri artisti della “Ruche” (quartiere bohémien parigino, NdR) buttano sassolini contro le sue finestre, perché si unisca a loro. Ma Chagall è il più serio di tutti. Lavora da solo alla sua pittura. Dice che è una pittura di stati d’animo. Dipinge nudo, non si lamenta mai. Il lunedì mangia una testa di aringa, il martedì una coda, gli altri giorni della settimana croste di pane. [Dan Franck, Bohèmes]

Ed è agli stati d’animo che si rivolge, come di consueto, la playlist: ecco cinque quadri a cui associare dei brani, ispirati dall’opera d’arte, siano a colpirvi le figure ritratte o le allegorie che vi si celano dietro.
Potete fare le vostre segnalazioni (entro il 9 Novembre) alla mail sonofmarketingmusic@gmail.com o nel gruppo/forum.

I dipinti in questione sono (cliccare sul titolo del quadro per visualizzarlo):

- La Passeggiata: L’opera con cui si è soliti ricordare Chagall, spesso rischiando il cliché. In ogni caso quella dove temi come la felicità e la simbiosi con la natura trovano espressione tra le più celebri dell’intera produzione chagalliana. Inequivocabile il sorriso dell’artista, che sembra quasi posare, a margine di un picnic nelle campagne fuori Vitebsk, mentre manifesta all’osservatore la magia del legame tra sé e l’amata: tenendo Bella per la mano sinistra, lato del cuore, lascia che si libri in cielo come un aquilone, una dote del volo concessale dall’intercessione dell’uccellino che Chagall regge nella destra. Una sospensione nell’aria che evidenzia, altrettanto nettamente, la potenza dell’amore.

1. There is a Place – Giardini di Mirò feat. Sara Lov (Nicola Orlandino)
2. Mimizan – Beirut (Antonino Marra)
3. Celia’s Dream – Slowdive (Claudio Cataldi)
4. Who Will Take My Dreams Away – Marianne Faithfull (Giovanna Macrì)
5. Finally We Are No One – mùm (Andrea Montingelli)
6. Volcano – Damien Rice (Carla Falone)
7. Still on Fire – Trentemøller (Marianna Missiroli)
8. Goodbye – Apparat feat. Soap & Skin (Pasquale Laquosta)
9. Past in Present – Feist (Giulio Fascia)
10. I Have Known Love – Silver Apples (Giulio Fascia)
11. Berlin, 1945 – Cynthia Dall (Chiara Nugnes)
12. Never Goodbye – Tomorrow We Sail (Cristina Ferrarese)
13. Your Hand in Mine – Explosions in the Sky (Cristina Ferrarese)
14. Life’s a dream – Built to Spill (Luigi Socci)
15. Novocaine for the soul – Eels (Fabio Musci)
16. I’m into you – Chet Faker (Enrico Godina)

- Il violinista verde: Dai connotati essenzialmente biografici, in quanto racchiude tratti di figure a lui care dell’infanzia a Vitebsk – lo zio Neuch, violinista durante le feste familiari; il nonno, anch’egli violinista, solito a sedersi sul tetto per osservare la strada e sgranocchiar carote; il vicino di casa da cui lo stesso Chagall apprese i rudimenti dello strumento -, quello del suonatore di violino è un personaggio ricorrente che trova in quest’opera un punto d’arrivo, almeno artistico. L’elemento magico qui risiede proprio nello strumento, ponte tra il reale e l’immaginario che ammanta chi lo suona di un’aura sovrannaturale.

1. Obits – Laish (Nicola Orlandino)
2. Horse – Dirty Three (Antonino Marra)
3. Everybody Gotta Learn Sometime – Beck (Claudio Covelli)
4. I’m on Fire – Stateless (Carla Bozzi)
5. The Jeweller – This Mortal Coil (Claudio Cataldi)
6. L’era del cinghiale bianco – Franco Battiato (Andrea Montingelli)
7. Impetus – Sebastian Plano (Carla Falone)
8. Take Me Back – Peter Broderick (Marianna Missiroli)
9. All Alone in an Empty House – Lost in Trees (Pasquale Laquosta)
10. Sovay – Andrew Bird (Giulio Fascia)
11. An Archaic Device – The Haxan Cloak (Giulio Fascia)
12. Cripple and the Starfish – Antony and the Johnsons (Chiara Nugnes)
13. Head in the Ground – Pitom (Luigi Socci)
14. Undertow – Richard Skelton (Fabio Musci)
15. He doesn’t Know why – FLeet Foxes (Enrico Godina)

 

- Nudo sopra Vitebsk: L’attitudine di battitore libero ma attento ai nuovi impulsi emerge in questa tela del 1933, protagonista il corpo femminile. Tiene banco, infatti, l’universo onirico tanto caro ai surrealisti che Chagall, in virtù della propria autonomia stilistica, traduce in una composizione costruita rifacendosi ancora una volta a Vitebsk, città ritratta nella sua via principale, tempio ortodosso sullo sfondo, in toni grigi. Toni che vengono spezzati dal vaso di rose rosse in primo piano ma soprattutto dal formoso nudo di donna che si staglia nel cielo, disteso di fianco su un lenzuolo bianco, il cui sogno ha come proiezione proprio il paesaggio sottostante.

1. Sonia – Nada (Nicola Orlandino)
2. Accidentals – Broadcast (Antonino Marra)
3. Because This Must Be – Nils Frahm (Carla Bozzi)
4. Lovely Creature – Nick Cave and the Bad Seeds (Claudio Cataldi)
5. Burning Sorrows – The Kays Lavelle (Giovanna Macrì)
6. L’amour et la violence – Sébastien Tellier (Andrea Montingelli)
7. Sour Times – Portishead (Carla Falone)
8. Dept of My Soul – Thievery Corporation feat. Shana Halligan (Marianna Missiroli)
9. These Days – Nico (Pasquale Laquosta)
10. Why Didn’t You Save Me – Nicolas Jaar (Giulio Fascia)
11. My All Secrets – Mushy (Chiara Nugnes)
12. I’ll drown – Soley (Luigi Socci)
13. It’s For You – Out Hud (Fabio Musci)
14. Sad & Beautiful World  - Sparklehorse (Enrico Godina)

 

- Re Davide: Il re e la sua storia in un unico, grande dipinto dalla notevole carica spirituale e comunicativa, a capo dell’ampio ciclo biblico iniziato negli anni Cinquanta. Davide non è più il ragazzo che sconfisse Golia, per quanto Chagall voglia con la cetra mantenerne i tratti poetici, bensì un sovrano ormai adulto la cui figura svetta non solo per gli abiti sontuosi ma anche per uno sguardo penetrante, solenne e umile al tempo stesso. Fasci dorati di luce ne suggeriscono la relazione divina, mentre accanto sfilano figure fondamentali delle sue vicende, dal consigliere e profeta di corte Nathan al figlio Salomone, ritratto in basso ancora in fasce. All’estremo opposto, in un angolo, è seduto il pittore, intento a ritrarre il protagonista nella sua magnificenza, un’opera benedetta dall’angelo che dal cielo scende a porgere una corona di fiori.

1. Northern Lights – Allo Darlin’ (Nicola Orlandino)
2. The Host of Seraphim – Dead Can Dance (Antonino Marra)
3. Dreaming You – The Coral (Claudio Covelli)
4. It’s No Reason – The Church (Claudio Cataldi)
5. King Rat – Modest Mouse (Andrea Montingelli)
6. I Want the World To Stop – Belle and Sebastian (Carla Falone)
7. Goldfish Bowl – Smog (Marianna Missiroli)
8. Don’t Make a Target – Spoon (Pasquale Laquosta)
9. Blood Thirsty Bastards – Dirty Pretty Things (Giulio Fascia)
10. Welcome to Babylon – A Toys Orchestra (Chiara Nugnes)
11. Il Pianeta Perfetto – Paolo Benvegnu (Davide di Sella)
12. Heart of Town – King of the Opera (Luigi Socci)
13. My Secret Reason – Lisa Germano (Fabio Musci)
14. Sirocco – Zun Zun Egui (Enrico Godina)

- Parigi tra le due rive: Nel 1944 una malattia in breve tempo si porta via la tanto amata Bella, e il dolore per Chagall è forte al punto da fargli abbandonare la pittura. Dopo un anno riprende in mano il pennello, e la ritrovata attività apre una nuova pagina della sua arte: riempire una tela per riempire il vuoto lasciato dalla sua compagna, d’ora in poi costantemente raffigurata nel suo abito da sposa come una presenza benefica che accompagni e protegga il resto della sua esistenza. Una figura quantomai significativa in quest’altra opera dal sapore onirico, realizzata tra il 1953 e il 1956, in cui la nuova unione con Vavà (Valentine Brodskij) acquista il centro della scena, celebrata secondo rito ebraico sotto la huppah rossa. La donna in giallo e la capra in verde vegliano sulla cerimonia e guardano a Parigi, città-simbolo negli intenti dell’autore: come la Senna divide la capitale transalpina in Rive droite e Rive gauche, così Chagall la vede approdo felice tra i due Paesi chiave della sua vita, Russia e Francia.

1. The Angry River – The Hat (feat. Father John Misty) (Nicola Orlandino)
2. Guardian Angels – Pearls Before Swine (Antonino Marra)
3. Obstacle 1 – Interpol (Claudio Covelli)
4. Dreams Never End – New Order (Claudio Cataldi)
5. Jump in the River – Cousteau (Giovanna Macrì)
6. The Blue Hour – Christian Death (Andrea Montingelli)
7. The Next Day – David Bowie (Carla Falone)
8. Le Vent Nous Portera – Noir Désir (Marianna Missiroli)
9. Dear Darkness – PJ Harvey (Pasquale Laquosta)
10. My My, Hey Hey (Out of the Blue) – Neil Young (Giulio Fascia)
11. Dead Sea – Populous (Chiara Nugnes)
12. The Bridge – Anna Calvi (Cristina Ferrarese)
13. Roving Jewel – The Coral (Luigi Socci)
14. Animals – Bonobo (Fabio Musci)
15. And the world laughs with you – Flying Lotus (Enrico Godina)
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Spunti tratti da
Chagall, collana I classici dell’arte – Il Novecento, Milano, Rizzoli/Skira, 2004.

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