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Focus - New Music | Pubblicato il 28 marzo 2015

Terra di poeti, navigatori e, soprattutto, cantori, la Liguria. Certo, difficile eguagliare alcuni autori massimi divenuti sacrosanti punti di riferimenti di genere eppure c’è chi ancora, con coraggio, prova a ritagliarsi una propria dimensione. È il caso di Edoardo Chiesa, classe ’85, al suo album di debutto Canzoni sull’alternativa: un mini album di otto pezzi dalle strutture prettamente pop ma che si lascia andare a brillanti intuizioni rock-blues mai banali. Un disco densamente leggero che fa della riflessione “sull’alternativa” il proprio punto focale: si parla di una seconda via d’uscita  per le scelte che prendiamo, volenti o nolenti. Tutto questo condensato in meno di trenta minuti di musica che si lasciano apprezzare per l’immediatezza espressiva di Chiesa, abile a far fluire i propri pezzi su sonorità seducenti e che riescono ad imprimersi con forza nell’ascoltatore.

Sarebbe riduttivo, però, liquidare Canzoni sull’alternativa come un album esclusivamente pop. La miscela atipica di pop-blues  di “L’Alternativa” in salsa Pulp apre ad una serie d’interessanti contaminazioni, sostenute dalle doti chitarristiche di Chiesa che sonda territori e stili più disparati: il songwriting dal gusto anglosassone di “Se non fossi già stato qui” e le vibrazioni accattivanti di “Ti rispondo”, estremamente radiofonica ed immediata, tra le prove più riuscite dell’album se non altro per l’ossessivo e suggestivo inciso. La componente blues è viva ed estremamente lucente in questa prima prova del cantautore ligure: l’anima black di “Mia Paura”, che scomoda citazioni di grande effetto a metà strada tra Daniele e Santana, così come la prova r’n’r-blues di “Pioveva” fanno da apripista all’ultima parte di Canzoni sull’alternativa ove torna la componente più classicamente cantautorale di “Noi” e “Queste Quattro Sfere Sporche”, preludio di un finale arrembante in salsa combat-rock di marchio Clash di “Nati Vecchi” o, per citare una band maiuscola italiana da poco tornata in auge, i marchigiani Gang.

La prima prova di Edoardo Chiesa si muove sotto mentite spoglie e lo si avverte già dopo il primo intensivo ascolto di Canzoni sull’alternativa. Un album che si veste di edulcorato pop ma che nelle viscere cova un sanguigno rock-blues di maniera che spinge e graffia. Degno di nota anche l’aspetto compositivo-testuale con brani che, tra il serio e il faceto, racchiudono un complesso e vasto mondo interiore. Un esordio che lascia ben sperare per il futuro ma bisognerà attendere la seconda prova di Chiesa per averne un quadro completo.

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