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Focus - New Music | Pubblicato il 2 gennaio 2013

UNIVERSI-PICCOLISSIMI_cover-low-300x300

The Perris

Universi Piccolissimi

Genere: Alt-rock, Elettronica

Anno: 2012

Casa Discografica: YOUTHLESS records

Servizio di:

L’inizio dell’anno, musicalmente parlando, è dedicato a due attività: scovare nuovi gruppi e artisti che caratterizzeranno l’anno nuovo e  al recupero dei dischi “persi” nell’anno appena passato. Quello di The Perris è uno di quelli: un debutto convincente grazie anche alla cura di ogni dettaglio, a partire dall’artwork. Anche la promozione è stata particolarmente originale:Il lancio digitale del disco è avvenuto il 19 settembre sul sito www.scommercial.com in cui l’utente veniva pagato per scaricare e ascoltare il disco.

The Perris è un progetto emiliano portato avanti dai frateli Perri , Amedeo (chitarra, voce, synth, drum machine, tastiere) e Nicola (chitarra, voce, synth, tastiere).  A loro si sono uniti Simona Borrillo (basso, cori, voci, tastiere) e  Fabrizio Bertani (batteria, cori). Universi Piccolissimi è il loro album di debutto, preceduto da un ep uscito nel 2010 intitolato Hic Sunt Leones.

Siamo di fronte ad un suono derivativo ma la bravura della band sta nel non fermarsi al citazionismo dei loro punti di riferimento (l’influenza dei Radiohead è chiara). C’è il tentativo di scardinare la base alt-rock e il punto di destabilizazione è l’elettronica: l’inserimento di questo fattore è fatto con estrema diligenza ed oculatezza con risultati davvero apprezzabili donando dinamicità al sound. 

Si comincia con la tensione e la ritmica crescente di “Supertele” che porta alla luce anche la buona interpretazione vocale. In “Seafood” si può sentire la mano pesante dell’elettronica che risulta più invasiva rispetto al precedente pezzo ma mai eccessiva. “Kubrick” ci porta ad un livello successivo con arrangiamento meno irruento e più elaborato e ragionato. Tra i pezzi più interessanti dell’album.

Interessante anche l’evoluzione e l’inasprimento crescente che acquisisce “Minus the Drum” e che poi si potrà sentire nel suono irregolare di “Kappa” che si riverserà nello stile vocale. Quest’ultimo rimarrà “aggressivo” anche in “Fighting Fingers” ma l’arrangiamento, al contrario, è cucito lentamente e fatto crescere con estremo controllo.

Un altro momento importante del disco è “Bows“, nella quale emergono quelle capacità di controllo regalandoci un brano colmo di pathos. E il discorso si ripete per la finale “Galaverna” che mette il sigillo a un disco che porta alla luce una band dalle importanti doti tecniche e compositive e che con un’ulteriore personalizzazione potrebbe portare a grandi cose. 

Tracklist:

  • 1 · Supertele
  • 2 · Seafood
  • 3 · Kubrick
  • 4 · Minus the drum
  • 5 · Kappa
  • 6 · Fighting fingers
  • 7 · Bows
  • 8 · Support band
  • 9 · Galaverna

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