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Focus - New Music | Pubblicato il 8 febbraio 2015

Qualche mese fa vi abbiamo parlato di Dumbo Gets Drunk  il primo ep dei 23 and Beyond the Infinite, gruppo campano composto da Cosimo Boscaino (voce, chitarra, synth), Angelo Zampelli (Batteria, percussioni), Alessio Del Donno (Basso, Chitarra) e Vincenzo Concia (Back Vocal, Chitarra, Synth). Faces From The Ancient Gallery è l’album di debutto.

La psichedelia è al centro del loro universo, il loro riferimento principale che si arricchisce di altre sfumature (i retaggi post- di “Child sad eyes“) . Non siamo di fronte ad un tentativo di accodarsi alla nuova “generazione” che ha come obiettivo finale l’armonizzazione del suono; la band punta tutto sulla distorsione e sull’alterazione degli arrangiamenti (l’imprevidibilità ritmica del brano di apertura “Dumbo Gets Drunk” e il graffio fluido di “Ariel and the rejected angels“).

Nobody’s in the river” è uno dei brani che mette in evidenza questo aspetto con la ruvidità amplificata nel finale. “Talkin’ With” trascina il vigore e la potenza della loro musica ”It isn’t Over” mostra la tecnica di dilatazione e quindi l’elaborazione del trip lisergico. Aspetto che ritroviamo anche parzialmente in “Days of Dirty Mirrors“.

La ricerca continua del movimento in prospettiva di sofisticazione e manipolazione del suono: questa risulta la chiave vincente della band campana che riesce a “confezionare” un debutto molto convincente sia dal punto di vista tecnico e della forma, sia da quello emotivo e comunicativo. Uno sguardo al passato senza nostalgia. Un ottimo punto di partenza.

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