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Focus - New Music | Pubblicato il 1 maggio 2013

Settimo appuntamento dell’anno con  “Le Pillole di Pleasures of Unknown”. Non ci aspettavamo questo grande successo del nostro sito e in particolare di questo spazio per artisti emergenti. Il risultato è che riceviamo circa 15 richieste giornaliere di recensione. Come ben sapete, per noi scrivere è un hobby e non un lavoro. La redazione ha un numero ristretto di componenti e quindi per causa di forza maggiore non riusciamo a dare spazio a tutti i dischi che ci sembrano interessanti. Facciamo quel che possiamo. E’ così che nasce questo spazio con l’intento di segnalare quei dischi interessanti che purtroppo non abbiamo tempo di recensire in modo esteso.

Lampo – GueRRRa (Autoproduzione, 2012). GueRRRa è un terzetto molto interessante proveniente dall’Umbria. La formazione comprende Marco Stentella (chitarra), Francesco Frabollini (basso) e Giulio Marconi (batteria). Lampo, uscito nel 2012, è il loro album di debutto. Un gruppo che ha compreso che per emergere bisogna fare di più che seguire le proprie attitudini. E infatti partendo da strutture jazz (limpide nel brano d’apertura “Maratta”), i tre si “divertono” a sdradicare gli schemi attraverso frastagliamenti efficaci delle ritmiche: improvvise accelerazioni (“L’altra è un esempio calzante del saliscendi ritmico), distensioni colme di tensione e irrobustimenti che rimandano alle trame hardcore (“Gerontofobia”, “Sbrat“). Debutto convincente che saputo rielaborare al meglio le loro attitudini.  Voto: 6,8/10. Contatti:  Facebook

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Disagiami – Gli Ebrei (V4V Records-Tannen Records, 2013). Gli Ebrei nascono nell’agosto del 2010 con i componenti provenienti da altre esperienze (Barbacans, Soviet Soviet, Uzi e Obelisco Nero). Nel 2010 esce il loro album di debutto 2010 e a tre anni di distanza tornano con Disagiami. Un bel lavoro di interpretazione e  scrittura che si sofferma sul nichilismo annoiato di chi vive in una provincia stretta e claustrofobica come una gabbia, è la rassegnazione coatta di chi sa che non si può scappare. Il tutto è supportato da una potenza sonora equilibrata e proposta sottoforma di trame alt-rock (“Opportunità“,  ”Strage di Pasqua“, la tensione di “Strumentale”), richiama alla darkwave  (“Disagiami“), post-punk (“I Miei Vicini“) e noise (“Scatola Nera“). Un ottimo slancio per la costruzione delle basi delle secondo lavoro.  Voto: 7/10. Contatti: Facebook

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Split Ep – Nastenka aspetta un altro + Preti Pedofili (Autoproduzione, 2013). Due band diverse ma accomunate dal medesimo approccio letterario alla musica moderna.  Uno split album, per fondere, in un unico ossimorico gesto, l’espressività del male e la carenza del bene. Si presentano così le due band foggiane che uniscono le forze in questo split contenente un inedito ciascuno e una cover di rispettivi brani. I Nastenka si fanno portatori di arrangiamenti tesi tra strutture post-rock ed lievi interventi di elettronica destrutturante e una convicente interpretazione vocale per lo più recitata. I Preti Pedofili si esprimono attraverso un rock frastagliato e che prende in prestito dall’irruenza dell’hardcore soprattutto dal punto di vista vocale. Da seguire con attenzione. Voto: 6,5/10. Contatti: Streaming Split

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I Love The Tradition – Slang For Drunk (Autoproduzione, 2012). Slang for Drunk è un quintetto proveniente da Pordenone. I Love The Tradition è l’album di debutto ed è uscito nel 2012. Le 13 tracce si poggiano soprattutto su archiettture che fanno riferimento alle radici del rock. Se in alcuni pezzi si avverte una certa stanchezza di questo approccio, in altri brani si possono notare deviazioni e contaminazioni: i retaggi hard- di “I Must be Ignorant“, gli accenni rumoristici di “Tea Time”, le destrutturazioni di “I’ve killed sbando”. Un processo che andrebbe perseguito per affinare il buon lavoro fatto con il debutto.  Voto: 6,3/10. Contatti: Facebook

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Dead End – Faithead (Autoproduzione, 2013). Faithead è il progetto solista del musicista sardo Salvatore Sannia. SI tratta di One man-band e questa è la cosa che si apprezza dell’ep di esordio Dead End, insieme all’impostazione vocale. Ma le composizioni risultano troppo standard rispetto ai generi di riferimento ovvero darkwave e post-punk. “Surrounded by Grey” rappresenta l’unico episodio che mostra un po’ di coraggio anche nell’interpretazione vocale. Strada in salita, ma le basi ci sono. Voto: 6/10. Contatti: Facebook

 

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