Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Focus - New Music | Pubblicato il 16 ottobre 2013

Ventiduesimo appuntamento dell’anno con  “Le Pillole di Pleasures of Unknown”. Non ci aspettavamo questo grande successo del nostro sito e in particolare di questo spazio per artisti emergenti. Il risultato è che riceviamo circa 15 richieste giornaliere di recensione. Come ben sapete, per noi scrivere è un hobby e non un lavoro. La redazione ha un numero ristretto di componenti e quindi per causa di forza maggiore non riusciamo a dare spazio a tutti i dischi che ci sembrano interessanti. Facciamo quel che possiamo. E’ così che nasce questo spazio con l’intento di segnalare quei dischi interessanti che purtroppo non abbiamo tempo di recensire in modo esteso.

Dopo L’Apnea – Buioingola (Autoproduzione, 2013). Buioingola. è un terzetto toscano formato da Diego Chuhan (chitarra e voce), Thomas Gianardi (batteria, samples) e Alessio Tozzini (basso). Dopo l’apnea è l’album di debutto. L’attimo “dopo l’apnea” è il più doloroso. L’aria brucia come fuoco, le viscere urlano. Respirare è talmente difficile che la tentazione di lasciarsi risprofondare nell’acqua che ci ha avvolti, scaldati, accecati per un’intera esistenza, sembra più forte di qualsiasi spinta vitale. Fra paure, conflitti, incertezza, disagio, “dopo l’apnea” racconta un percorso che non porta ad alcun luogo, ma che trova significato nel suo stesso divenire. Un concept album che si manifesta in cinque tracce ben scritte, di grande consistenza e che fanno parte di quella fortunata corrente che ha ridato vita a un genere saturo come il metal, soprattutto dal punto di vista del sottogenere doom e della contaminazione (i richiami industriali di “Rigurgito“, il respiro ambientale di “Oceano” e la frastagliata “Candida“). Il gruppo riesce a frenare l’irruenza del suono senza diminuire il livello di ‘scottatura’ (la progressione erosiva di “Persevero“) ma non rinuncia nemmeno alla solidità ritmica (la devastante “A Mani vuote“). Un promettente debutto supportato da abilità tecniche e di composizione. Voto: 6,8/10.

Contatti: Facebook

________________________

Redistance – La Foto di Zeno (Autoproduzione, 2013). Le Foto di Zeno è un interessante gruppo proveniente da Carpi. La formazione comprende Francesco Lolli, Alessandro De Nito, Nicola Contri, Niccolò Barone e  Matteo Ferretti. Redistance è il loro primo album. Un suono che punta soprattutto sull’atmosfera, raccolta e che sfrutta la delicatezza dell’impostazione vocale (il livello di intimità della splendida “In this garden“). Si va da efficaci distensioni acustiche (la prima parte di “Brown Leaves“) a momenti che mettono il piede sull’acceleratore ma sempre con moderatezza e leggerezza (i retaggi folk-country di “Sad spoon” e “J“, la seconda parte di “Brown Leaves“). Risulta importante, ai fini globali, la meticolosa costruzione delle parti strumentali (si pensi a un pezzo minimale come “Two books” o alla fluidità di “John, the beard man“). Una convincente prima prova. Voto: 6,5/10.

Contatti: Bandcamp

________________________

Grace – Temperature (Autoproduzione, 2013). Temperature è un terzetto proveniente da Arezzo. Il gruppo è composto dal chitarrista e cantante Giovanni Fontanelli (ex Stolen Bikes Ride Faster) e il batterista Giacomo Mariani (Mud Stained Boots, ex Osaka Flu), In seguito si è aggiunto il bassista Danilo Giungato. Grace è il frutto delle loro prime composizione. La loro musica fa un salto nel passato di vent’anni ed esattamente si radicalizza nei primi anni ’90. Un buon background stilistico che pesca dal grunge (riscontrabile nella title-track) e strutture che rimandano ai primi Smashing Pumpkins (“Behind the doors“). Ciò che colpisce è la loro leva sui ritmi e sulla distorsione, un’irruenza che estrapola dalla vigorosità del punk (la prepotente “The hideout“). L’ultimo brano, “Beat the beat” esplora invece sonorità più intime con discreti risultati. C’è una buonissima base per sviluppare qualcosa di originale. Per ora, buona la prima. Voto: 6,3/10.

Contatti: Youtube

________________________

Light Worms and Old Dancing Ladies – The Selfish Cales (Autoproduzione, 2013). Selfish Cales è un altro gruppo di buona prospettiva. Terzetto di Torino, dopo due ep arriva al debutto con Light Worms and Old Dancing Ladies. Dodici brani che respirano la rielaborazione delle correnti garage e psichedeliche degli anni ’60 in una prospettiva moderna che ha caratterizzato il decennio scorso (la “classicità di “That Sweet Smelling Shop” e i richiami chiari di “My Clown“). Aspetti melodici (forti in “State of Eternity“) e ruvidi (“Useless“) si incastrano perfettamente e mettono in mostra tutto il potenziale della band nella possibilità di rafforzare il proprio carattere stilistico. Lo dimostra già l’iniziale “Palladium” che sorprende per la potenza del finale rispetto all’andamento del resto del pezzo, così come lo sviluppo ritmico di “Black Opal“.  Questa varietà interna viene fuori anche nella colorata “Pepetual Season” e nella dilatazione del brano che conclude l’album. Un debutto che suscita interesse e con prospettive promettenti.  Voto: 6,3/10.

Contatti:Bancamp

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi