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Recensioni | Pubblicato il 27 marzo 2014

Ezza Rose

Ezza Rose

Poolside

Genere: Folk, Songwriting

Anno: 2014

Casa Discografica: Autoproduzione

Servizio di:

Un’ispirazione, l’elaborazione della mente, una chitarra e una voce soave e ammaliante. Pochi ingredienti, un richiamo all’essenzialità che si trasforma in un ascolto in cui il tempo svanisce e lo spazio ci circonda, ritrovandoci nello stesso posto “mentale” dell’artista.

Ezza Rose, con il suo nuovo album Poolside, è riuscita a materializzare questa meravigliosa sensazione. La musicista di Portland, attiva da quasi un decennio, ha debuttato nel 2009 (con Aubrey Webber) con Trough The Music Boxe ha poi pubblicato Jacob nel 2011. Per la sua terza uscita, l’ispirazione arriva da una stanza con una piscina completamente vuota. Il suono live della sua chitarra interagisce con l’ambiente circostante. Per evitare i rumori esterni e captare al meglio il tutto, le registrazioni sono state fatte in notturna.

Ezza Rose si dimostra talentuosa sotto due pinta di vista perpendicolari, entrambi cruciali per l’esaltazione della parola e del filo narrativo: da una parte c’è il discorso strumentale. Il suono è minimale, la musicista gestisce benissimo gli spazi (pensate a un pezzo come “Blue Sheets“) e la scorrevolezza di questi(la fluidità di “Loving and Dreaming” e “Storyteller”, la struttura ambientale dell’emozionante “County Line“, la spezzata “Tie Me up“); dall’altra parte c’è l’interpretazione vocale che diventa lo strumento aggiunto e l’aspetto che trascina l’umore della composizione. Gli esempi sono tanti: l’approccio noir di “Compassion for the Thief”, la grazia sognante di “Baby Blue“, la profondità decadente di “Clowns” il canto “ubriaco” e sciolto di “Daymares“. Menzione speciale per la pizzicata “Trigger” nella quale la voce scivola, senza annegare, nell’arrangiamento.

La musicista di Portland fa del minimo, il massimo del risultato: non è facile disegnare e costruire questo tipo di atmosfera, immergendo l’ascoltatore nell’esperienza di una stanza abbandonata e una piscina vuota e la metafora che ne deriva e la traformazione di essa in undici composizioni che hanno il sapore e il profumo della classe. Il manifesto della percezione sensoriale.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Compassion for the Thief
  • 2 · Loving and Dreaming
  • 3 · Baby Blue
  • 4 · Clowns
  • 5 · County Line
  • 6 · Tie Me Up
  • 7 · Story Teller
  • 8 · Trigger
  • 9 · Blue Sheets
  • 10 · Daymares
  • 11 · Sailboat Land

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