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Recensioni | Pubblicato il 28 settembre 2015

copertina

David Ragghianti

Portland

Genere: Pop, Songwriting

Anno: 2015

Casa Discografica: Capirai Records/ Musica Distesa

Servizio di:

È sempre più labile la linea di demarcazione utile a distinguere generi e registri stilistici all’interno della canzone italiana. Un esempio lampante è l’esordio discografico dell’artista toscano David Ragghianti che, immerso nella sua tranquillità domestica, mette appunto un notevole album dai risvolti imprevedibili: “Portland” è uno scontro melodioso  e pacato di forze avverse, plasmate dalle mani sapienti di Giuliano Dottori (ex- Amor Fou). Nove tracce delicate, nate da un’intuizione pop ma che si prendono la briga di scavare a fondo nell’ immaginario dell’ascoltatore. Invita alla riflessione eppure lascia un inspiegabile senso di leggerezza, la stessa che ti spinge a riascoltare uno stesso brano per riassaporarne quella delicatezza.

Il non-luogo che Ragghianti prova a descrivere si muove indolente sulle armoniose melodie imbastite dal toscano, sornione nei testi e sempre teso verso la ricerca spasmodica della vertigine d’infinito: è il gioco delle parti di “Amsterdam” (“poi stacchi e torni tra terra e cielo…”), la raffinatezza da cantautore consumato di “Dove conduci” e la più riflessiva “Occhi asciutti”, che invita ancora una volta ad un ascolto più accorto di Portland. Gioca sulla conflittualità l’album di Ragghianti eppure la sensazione che lascia è quella di una calma benefica che si stempera sulle note cullanti di “Pause estive” e “Raffiche di fuga”, ultimo episodio di un album leggero ma mai frivolo.

L’esordio di David Ragghianti lascia un retrogusto piacevole e lo mette in scia ad altri esordienti promettenti quali Vinsanto o il riscoperto Filippo Andreani. Artisti che stanno dando un volto alternativo alla canzone d’autore italiana, da troppo tempo prigioniera di cliché da musicisti degli anni zero. Portland, dunque, da non-luogo si appresta ad essere lido fecondo di nuove possibilità. Consigliato farci un salto.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · I pirati che cercavo
  • 2 · Amsterdam
  • 3 · Dove conduci
  • 4 · Occhi asciutti
  • 5 · Tema del filo
  • 6 · Se non ti ammali mai
  • 7 · Pause estive
  • 8 · 300 anni
  • 9 · Raffiche di fuga

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