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Recensioni | Pubblicato il 11 dicembre 2012

Psycho Kinder

Psycho Kinder

Democratiche Ipocrisie

Genere: Darkwave, Alt-rock

Anno: 2012

Casa Discografica: Autoproduzione

Servizio di:

Gli Psycho Kinder potremmo paragonarli a quei mestieri manuali in via di estinzione: il gruppo, per atteggiamento e modalità d’approccio alla musica, si pone fuori dalla corrente musicale moderna; non per presa di posizione prestabilita ma per una scelta stilistica determinata. Come un maniscalco o un falegname, il gruppo lentamente ha forgiato il suo primo lavoro, con piccoli passi e un’estrema attenzione al dettaglio, al materiale e anche all’estetica.Una progressione ragionata che si è concretizzata con il primo ep “Democratiche Ipcrisie“.

Il percorso nasce con il singolo “Un Uomo/2009” che già metteva in mostra l’abilità tecnica e di scrittura del gruppo marchigiano. Successivamente vi è stato un cambio di formazione che attualmente comprende Alessandro Camilletti (voce e autore dei testi), Riccardo Camilletti (basso) e Giorgio Mozzicafreddo (Chitarra). Alla realizzazione dell’ep hanno contribuito Luca Carlini (chitarra), Michele Caserta (batteria, sintetizzatori, registrazione e mixaggio), Cristiano Ballardini (chitarre e tastiere) e Cristina Borgogna (voce).

Un lavoro che parte dalla concretezza dei contenuti e degli arrangiamenti. Per quanto riguarda i primi, l’artwork (realizzato da Marco “El Topo” Luchetti) esprime un’idea molto chiara: uno schermo che racchiude il particolare de “La Creazione di Adamo” di Michelangelo, simbolo di un appiattimento, espressione di una monodimensionalità di tutto quello che ci circonda in senso verticale ed  orizzontale dalle idee sino ad arrivare per l’appunto all’arte.  Ma non pensate di avere a che fare con dei bacchettoni populisti perchè il pensiero degli Psycho Kinder viene sviscerato attraverso testi ben scritti e che non sfiorano nemmeno da lontano lo stucchevole.

Per quanto riguarda la musica, almeno nei primi due brani è evidente l’ispirazione dalla scena wave: “Un uomo” è il manifesto di questa passione ma non vi è banalizzazione. Se si guarda al quadro complessivo, la band ha seguito un percorso evolutivo di personalizzazione del sound con richiami all trame alt-rock e alle strutture “dark” accentuate dall’interpretazione vocale molto teatrale.

Si comincia con i ritmi nevrotici di “2009“, accumulo di tensione conseguenza di una crescita graduale dell’intensità ritmica che si riversa anche nella progressione delle parole che si susseguono nel testo. “Per non impazzire” è caratterizzata da un arrangiamento più ragionato, con una dilatazione dei ritmi sulla quale si poggia il recitato di Alessandro Camilletti” e le accelerazioni che vedono l’incursione della voce femminile altrettanto convincente. 

L’anima dark del gruppo emerge del tutto con la title-track “Democratiche Ipocrisie“, con un suono viscido, ruvido e che ben si amalgama con il testo che vale la pena riportare per intero “Sentirsi soli/mentre tutto intorno gira/si muove/cammina/corre corre corre/corre-corre-corre/decolla il progresso/si abbatte sui nostri ideali/li svuota/erode le certezze/ e e persino le tue carezze/cadono a terra/muiono gli innocenti e le parole/lasciano il posto a democratiche ipocrisie”. Il miglior brano dell’ep e che meglio rappresenta il sound della band.

Il finale è solenne e raccolto con “Spelonche”, caratterizzata da una distensione dei tempi ritmici che rendono il pezzo spigoloso e affilato con  i suoi leggeri richiami al rumorismo e all’industrial. E questo sound potrebbe rappresentare il futuro del gruppo che con questo primo ep conferma tutto il suo talento e carisma. Ma la ricerca sonora e la capacità di concretizzarla, è ciò che più si apprezza degli Psycho Kinder.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · 2009
  • 2 · Un uomo
  • 3 · Per Non Impazzire
  • 4 · Democratiche Ipocrisie
  • 5 · Spelonche

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