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Recensioni | Pubblicato il 12 marzo 2013

qayin_vinile

Tetuan

Qayin

Genere: Noise-rock, Psichedelica

Anno: 2013

Casa Discografica: Brigadisco Records / Onlyfuckingnoise rec.

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Il gran lavoro  che sta facendo la Brigadisco Records ci porta un altro disco interessante: quello dei Tetuan. La qualità dell’album conferma anche lo stato di grazia della scena noise italiana, la più attiva e con maggiore attitudine sperimentale al momento, grazie anche alla capacità di utilizzo dell’arma contaminazione.

Il gruppo è un terzetto proveniente da Macerata, formato da  Cristiano Coini (basso, tastiere), Riccardo De Luca (chitarra, flauto, percussioni) e Edoardo Grisogani (percussioni, elettronica). Qayin rappresenta il primo full-lenght  e arriva a tre anni dal primo ep inizialmente autoprodotto  Tela. 

Parlavamo di contaminazioni ed è proprio su questo campo che emerge la bravura del gruppo. Il rumorismo si scompone, si frammenta o viene avvolto da uno strato psichedelico (spiccata in brani come “Hevel“) che in alcuni casi diventa espressione della musica di culture orientali come avviene ad esempio in “Welcome To“. Questo permette di veicolare la veemenza e l’impeto della loro musica proprio come avviene nella traccia d’apertura “Rangoon”: di natura selvaggia, con retaggi post-hardcore, si può ammirare la notevole gestione della potenza e dell’impatto del brano.

La band si distingue anche nella gestione dei ritmi, privilegiando gli scompensi o le fitte sovrapposizioni e questo passaggio è molto evidente in “Bengasi” per quanto riguarda quest’ultimo aspetto citato e in “Barakallahulekom” (fra i migliori dell’album) e “Luxor” per il primo.

Un’altra vetta del disco è rappresentata da “Outrohn” che porta con se un strato rumoristico totalmente rivolto alla destrutturazione: efficacemente tetro ed erosivo. Su questa strada prosegue “Quayin” ma con l’incursione della componente psichedelica e richiami tribali nella prima parte; nella seconda parte il noise si impossesserà dell’arrangiamento per un meraviglioso e deflagrante scombussolamento sonoro.

Un grande lavoro di stile quello fatto dai Tetuan: sono riusciti a trovare un equilibrio che ha permesso di dare più direzioni alla loro anima noise, evitando accuratamente ridondanza e “accozzaglie” sonore. Merito delle capacità tecniche e le intuizioni compositive che hanno portato alla costruzione meticolosa di otto brani di notevole fattura.

 

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Rangoon
  • 2 · Welcome To
  • 3 · Bengasi
  • 4 · Barakallahulekom
  • 5 · Outrohn
  • 6 · Quayin
  • 7 · Hevel
  • 8 · Luxor

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