Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 22 aprile 2015

vinsanto

Vinsanto

Qualche giorno di vantaggio

Genere: blues, folk

Anno: 2015

Casa Discografica: Cajun Records

Servizio di:

Fughe desertiche e tramonti sbiaditi in questa prima prova discografica di Vinsanto, al secolo Bruno Orioli, già voce dei Saluti da Saturno, e che si presenta, in questo primo spicchio di 2015, vestito solo di poncho, sigaro e liriche sospese tra il suggestivo e l’ironico. Dieci tracce per circa 40 minuti di musica scarna ed essenziale ma che lascia intravedere un filo rosso su cui si muove l’intero corpo di Qualche giorno di vantaggio: un racconto a metà strada tra lande e desolate ed amori struggenti, in cui si avvicendano la bramosia di Morricone e la fragilità di Tenco su una tela di sonorità sabbiose e costantemente mutevoli.

C’è uno spirito nomade a guidare il viaggio intrapreso da Vinsanto, che si guadagna “Qualche giorno di vantaggio” sul marcescente presente descritto in “Alba di Cenere” o sul decadente sentimentalismo di “Petali Motel”, che offrono segnali precise sulla dualità di fondo di questa prima prova discografica: sognante e disincantata. Quasi un ossimoro non solo testuale ma anche sonoro: dal mystic-blues dell’introduttiva “Semi”, vicina alle recentissime produzioni firmate dai Sacri Cuori qui rappresentati dalla chitarra graffiante di Antonio Gramentieri, all’ alt-folk di “Un vero eroe non la fa mai controvento” fino alla filmica “Vino d’estate” in featuring con Marta Collica, in costante fuga verso il tramonto a bordo di sgangherati rottami, come ben riprodotto nell’artwork dell’album. L’affabulazione di Orioli, però, è davvero ben congegnata e, nonostante liriche verbose e dense, il disco riesce a farsi amare nella sua caducità espressiva: chitarre acustiche, armonica e blandi tappeti ritmici fanno da scheletro a immagini sempre in divenire. Storie anche con un animo strettamente letterario, un po’ beat alla Kerouac altre irriverenti alla London, che vestono di un’aura “mistica” la voce di Vinsanto, a tratti sciamanica: intensissima la prova di “Canzone di Scimmie” così come la barricaderaFree Italia” e la cullante “Santa Maria degli Angeli”. L’atmosfera dilatata della title-track “Qualche giorno di vantaggio” allontana l’immaginario viaggiatore dall’impervio percorso e lo avvicina a qualcosa d’idealmente superiore, diluito su un mood esplicitamente dylaniano: << Cosa ci fai anima mia/ tra i vagabondi e i villani di questa città?/ Comprenderai mai quanto bisogna pagare per la libertà?>>

L’esordio solista di Vinsanto è materiale pregiato da cui partire per rendere possibile un re-impasto sonoro/stilistico nella tradizione cantautorale nostrana. Bruno Orioli fa del suo piccolo racconto in dieci episodi un’opera dai tratti internazionali ed ammalianti, dotata di quella freschezza compositiva che rapisce e invita alla riflessione. Da ascoltare assolutamente!

Voto: 7.5/10

Tracklist:

  • 1 · Semi
  • 2 · Un eroe non la fa mai contro vento
  • 3 · Vino d'estate
  • 4 · Free Italia
  • 5 · Petali Motel
  • 6 · Una maglia a pois
  • 7 · Canzone di scimmie
  • 8 · Alba di cenere
  • 9 · Santa Maria degli Angeli
  • 10 · Qualche giorno di vantaggio

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi