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Recensioni | Pubblicato il 21 agosto 2013

Lule Kaine

Lule Kaine

Quiet Volcanoes

Genere: Psych-Ambient, Sperimentale

Anno: 2013

Casa Discografica: Waste Isolation Records

Servizio di:

Anche la psichedelia made in italy sembra godere di un buono stato di salute. Con un elevato livello di contaminazione, abbiamo potuto apprezzare dischi notevoli come quelli di Tetuan e In Zaire, i migliori rappresentant di questa scena. A questo filone, seppur con un approccio diverso, si accodano i Lule Kaine.

Si tratta di un duo torinese, attivo da una decina d’anni, formato da Luigi Pugliano (Chitarra, Synth, basso, effetti, programming, samples), Alessandro Ripandelli (Chitarra, Synth, basso, effetti). Il nuovo album si intitola Quiet Volcanoesed è uscito per Waste Isolation Records, stampato in vinile in 150 copie.

Il titolo è molto indicativo per descrivere le otto tracce che compongono il disco: è chiara la presenza di uno stato magmatico delle composizioni; ma il suono, decisamente controllato e supportato da una tecnica non indifferente, si esalta sui piccoli movimenti. Lo strato psichedelico si forma di strumentazione acustica ed elettronica, rappresentando contemporaneamente elementi armonizzanti e destabilizzatori. Il risultato è uno strato ambientale dalla caratterizzazione lisergica in continuo movimento, proprio come l’attività di un vulcano in fase di riposo.

Quasi” mette in evidenza questi aspetti con il flusso sintetico che viene accarezzato dal gentile tocco della chitarra. Ma il duo si cimenta anche in terreni più ruvidi e lo dimostra l’iniziale “Paradox” che mette in mostra l’aspetto irregolare dell’approccio compositivo. Su questa strada prosegue “La Programma 101“, nella quali la dualità del suono è evidenziata maggiormente.

“Solid Ground” e  “Nine“, tra i migliori brani dell’album, evidenziano la grande abilità tecnica nel dosare e inserire l’apparto acustico del sound. Questo aspetto prevale nell’affascinante incedere di “All The Hearts Of Strangers“, il pezzo nel quale si può maggiormente apprezzare il lato armonico della loro musica.  Da un’altra prospettiva parte “Dellschau” che gioca sulla discontinuità ritmica.

Un album dalla chiara visione, tanto omogeneo nell’estetica quanto variegato la parte interiore. E questo è il riflesso di intuizioni compositive notevoli che si riversano in uno stile solido e chiaro, con molteplici tipologie di evoluzione dietro l’angolo.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Paradox
  • 2 · Quasi
  • 3 · La programma 101
  • 4 · Solid Ground
  • 5 · All The Hearts Of Strangers
  • 6 · Nine
  • 7 · Awaking
  • 8 · Dellschau

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