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Recensioni | Pubblicato il 14 maggio 2013

Recurring Dream Implodes

Implodes

Recurring Dream

Genere: Drone-rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Kranky Records

Servizio di:

Gli Implodes furono tra i protagonisti del 2011. Black Earth fu uno dei debutti più significativi di quell’anno. La loro capacità di rappresentare e veicolare il lato dark della musica fu sorprendente con una commistione di generi che hanno prodotto un suono potente, teso e minaccioso.

Il quartetto, formato da Ken Camden, Emily Elhaj, Matt Jencik e Justin Rathell, ritorna a due anni di distanza da quel lavoro con il nuovo album Recurring Dream. C’è una differenza sostanziale tra i due lavori: se il primo non lasciava spazio ad arrotondamenti del suono e a smussature, il secondo apre la pratica di una dicotomia che comunque vede sempre prevalere il lato oscuro della loro musica.

Le strutture sovrastanti sono sempre quelle del freakbeat e del post-rock (“Ex-Mass“), una potenza inaudita; un suono che riduce il livello di acidità ma non quello di erosione. A controbilanciare questo flusso nero (marcato in “Zombie Regrets“) ci sono momenti di subliminale linearità e grazia dovuti soprattutto agli interventi vocali. Si viene a creare una ruvidità melodica vicina alle linee shoegaze (“Sleepyheads” e “Bottom Of A Well“). ”Wendy 2” è un pezzo che non farebbe pensare a quanto detto, vista la mancanza totale di luce. Ma vi ricrederete ascoltando l’acustica e i vocalizzi di “Prisms And The Nature Of Light“, il brano che meglio esprime la nuova attitudine della band.

Scattered In The Wind” alza invece il tiro e vede lo spezzettamento ritmico causato dall’inasprimento dell’arrangiamento. Questo pezzo richiama le strutture darkwave, già presenti nel primo lavoro. Le stesse si ritrovano anche in “You Wouldn’t Know It” nel quale si ritrovano retaggi esoterici. Anche “Necronomics” lavora molto sulle distorsioni che sono accurate ma pur sempre controllate e attutite.

Gli Implodes compiono il passo successivo della loro carriera: mantengono la materia prima e cominciano a lavorarla, a renderla esteticamente più curata e diminuendo la violenza d’impatto (che comunque resta alta) e aumentando il livello di evocatività della loro musica ( e “Dream Mirror” è il manifesto di questo aspetto). C’è una sorta di passaggio, non ancora terminato, fra fisicità della musica e spiritualità. Sarà interessante vedere come gestiranno questo processo nei futuri lavori. Per ora i risultati sono dalla loro parte.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Wendy
  • 2 · Scattered In The Wind
  • 3 · Sleepyheads
  • 4 · Necronomics
  • 5 · Zombie Regrets
  • 6 · You Wouldn't Know It
  • 7 · Ex Mass
  • 8 · Dream Mirror
  • 9 · Melted Candle
  • 10 · Prisms And The Nature Of Light
  • 11 · Bottom Of A Well

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