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Recensioni | Pubblicato il 2 settembre 2013

Saroos

Saroos

Return

Genere: Sperimentale, Elettronica

Anno: 2013

Casa Discografica: Alien Transistor

Servizio di:

Tre menti come quelle che ci sono dietro il progetto Saroos possono portare solo a risultati straordinari che uniscono elaborazione compositiva, aspetti visionari e bellezza estetica. Florian Zimmer (Iso68, Jersey), Christoph Brandner (Lali Puna, Console) e Max Punktezahl (the Notwist, Contriva) tornano con il loro terzo album in studio intitolato Return che arriva a tre anni da See Me Not.

Possiamo individuare alcune certezze nella musica del gruppo tedesco: l’elettronica come strumento inevitabile per veicolare il loro messaggio; l’aspetto “immaginario” e visionario che va dal nome all’approccio compositivo e infine l’imprevidibilità. E proprio da questi due aspetti bisogna partire per comprendere il nuovo lavoro.

Return non è il frutto di un viaggio sperimentale e mentale, ma “fisico”: parte da lunghe traversate in treno durante le varie date suonate in giro per il mondo (in particolare l’Italia), con pensieri vaganti che stimolano ulteriormente l’immaginazione. E da questo presupposto partono le varie strade di questo album: dagli strati minimalisti (la spettrale “Boojum“), all’accelerazione soffocata delle ritmiche su tonalità dub (“Morning Way“), senza dimenticare le tinte visionarie e dai retaggi cosmici e ambient (“Tsalal Nights“, “Seadance“) che sono la costante della loro musica. Una continua ricerca del suono che viene veicolata con divagazioni strutturali. Una sorta di tira e molla fra musica astratta e concreta, tra fisicità e sperimentazione  (La minacciosa “Willow“, le rotture di “Rhoda“).

Come loro stessi hanno dichiarato: More Man, Less Machine. In alcuni brani si può respirare una fluidità relativa che ci fa dimenticare il background elettronico della band. Pensate all’eleganza dell’introduttiva “Henderson Island” e alla grazia di “Spiaggia di Pluto“. Ma è nel brano finale, “Kraken Mare“, che questa sensazione emerge totalmente soprattutto nella seconda parte nel modo in cui si sviluppano le ritmiche.

Il terzo capitolo della loro discografia conferma la concretezza del loro progetto: solide basi con una struttura e uno stile riconoscibile ma con uno sguardo all’esterno che delinea lo stato di movimento del loro sound. Una conferma molto positiva che risulta lo specchio di idee forti associate a uno spirito compositivo che non conosce paletti o standard.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Henderson Island
  • 2 · Willow
  • 3 · Tsalal Nights
  • 4 · Boojum
  • 5 · Seadance
  • 6 · Rhoda
  • 7 · Spiaggia Di Pluto
  • 8 · Morning Way
  • 9 · Sequoia
  • 10 · Kraken Mare

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