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Recensioni | Pubblicato il 24 luglio 2013

locrian

Locrian

Return to Annihilation

Genere: Drone-Noise, Black Metal, Post-Rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Relapse Records

Servizio di:

E’ nota a coloro che già conoscono i Locrian, la loro vena sperimentale e la loro capacità dei veicolare sentimenti legati all’oscurità. La prolifica band di Chicago (André Foisy, Terence Hannum, Steven Hess) ci ha abituato bene negli ultimi anni, dando spazio a una interessante commistione (generalmente parlando) fra black metal e frastagliamento drone-noise.

Il nuovo lavoro, Return to Annihilation, segna un nuovo step nella carriera del gruppo. Ma prima di parlare dell’evoluzione del sound, è necessario spendere due parole sul significato del disco. A proposito di questo hanno dischiarato: ‘Return To Annihilation’ is a terrifyingly beautiful vision of bright menace. The soundtrack of the bright white lights we’ll all see before the very end of days. Il titolo è un chiaro riferimento alla fine di tutto, alla distruzione di massa, all’annientamento. Ma il gruppo, che chiaramente non ha mollato la presa sul dark side, si sofferma su quella “luce” che annuncia la fine. “Terrifyingly Beautiful Vision”, contrasto di parole che si riversa anche negli accavallamenti di umore del sound del disco.

Infatti le trame black metal sono soffocate e ovattate (il controllo e poi l’esplosione in “A Visitation from the wrath of heaven“, la compressione della title-track, anche nella vocalità), lo strato rumoristico e persistente (“Panorama of Mirrors“), gli sviluppi degli arrangiamenti sono imprevedibili (il compendio del disco rappresentato nella finale “Obsolete Elegies“) e si rigenerano su consistenti evoluzioni strumentali di ispirazione post-rock (l’iniziale “Eternal Return“). Ma il surplus di questo disco è caratterizzato da sfumature luminose, che si inseriscono nel contesto compositivo in maniera coesa con le ruvidità del sound, specchio del contrasto insito nella visione di questo disco. “Two Moons” e la tensione di “Exiting the hall of Vapor and Light” sono i brani che meglio esprimono e simboleggiano questo aspetto.

Locrian hanno saputo ben rimodellare il loro suono, senza perdere l’identità ma rafforzandola. Lo stile è stato messo al servizio dell’idea che c’è alla base del disco, esaltando le contrapposizioni: una maggiore “accessibilità” rispetto ai dischi precedenti, ma con una ruvidità più che mai vivida e graffiante, senza filtri.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Eternal Return
  • 2 · A Visitation from the wrath of heaven
  • 3 · Two Moons
  • 4 · Return to Annihilation
  • 5 · Exiting the hall of Vapor and Light
  • 6 · Panorama of Mirrors
  • 7 · Obsolete Elegies

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