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Recensioni | Pubblicato il 5 marzo 2015

WRF2

William Ryan Fritch

Revisionist

Genere: Avant-Pop, Chamber-Folk, Sperimentale

Anno: 2015

Casa Discografica: Lost Tribe Sound

Servizio di:

Continua la collaborazione fra il compositore statunitense William Ryan Fritch e la Lost Tribe Sound. Il 20 Febbraio è uscito un nuovo ambizioso lavoro intitolato Revisionist.  Non si hanno più parole per descrivere la grandezza di questo artista che in pochi anni si è cimentato in diversi progetti (fra cui Death Blues) e in una serie di album che hanno rappresentato un’evoluzione impensabile e straordinaria (dalla neoclassica e la composizione di colonne sonore alle sperimentazioni melodiche dell’ultimo lavoro). La costante resta la voglia di esplorazione, la curiosità, il coraggio di superare i confini stilistici.

Ecco cosa ha dichiarato l’artista a proposito del tema dell’album:  “The record explores the psychology of revisionism: how we forget evil, distort it, skim past it, papering over those aspects of history we find uncomfortable.” Un percorso interiore che riguarda le dinamiche di manipolazione di eventi con cui non siamo a nostro agio.

Musicalmente parlando, questo disco segna la sua consacrazione come cantautore e un approccio alla melodia (sottolineata in “Gloaming Light“) accompagnata dalle caratteristiche principali della sua musica: la portata visuale delle sue composizioni (la solennità trasognante di “Impostors“) e la dinamicità delle stesse, con una visione irregolare della linearità (la dilatazione travagliata della bellissima “Infant Sight” e le “scariche” tuonanti di “Thankless Deeds“). L’apertura con “In Denial” mette subito in evidenza due aspetti: l’importanza dell’armonia vocale (in una declinazione malinconica che diventa essenziale e quasi strumento aggiunto in “Heavy“) e il tessuto orchestrale (un’altra costante) che rende solenne il brano.

Revisionist” rimembra lo spettro ambientale (presente anche nella suggestiva collaborazione con Benoit Pioulard in “Winds“) in una prospettiva di tensione sonora che fa da vetrina all’irrequietezza a cui accennavamo prima. Ad infittire l’intreccio acustico subentrano gli Origamibiro in “Unholy Frames“. Chiude “Still” con Esme Patterson che rappresenta il manifesto dell’armonia spirituale che respira questo disco.

Revisionist è probabilmente l’apice di un percorso maturato con costanza e perspicacia, una sovrapposizione di esperimenti sonori tutti perfettamente riusciti che hanno portato alla creazione di questo piccolo capolavoro. Inchino e applausi.

Voto: 7,8/10

Tracklist:

  • 1 · In Denial
  • 2 · Revisionist
  • 3 · Winds (feat. Benoit Pioulard)
  • 4 · Heavy
  • 5 · Unholy Frames (feat. Origamibiro)
  • 6 · Impostors
  • 7 · Infant Sight
  • 8 · Gloaming Light (feat. D.M. Stith)
  • 9 · Thankless Deeds
  • 10 · Still (feat. Esme Patterson)

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