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Recensioni | Pubblicato il 18 dicembre 2014

WIldbirds

Wildbirds & Peacedrums

Rhythm

Genere: Avant-Pop, Drums-r'n'b

Anno: 2014

Casa Discografica: The Leaf Label

Servizio di:

We decided this should be our ‘going back to our roots’ album. Which is drums and vocals. Except for a bass line here and there, that is what it is. Drums and voice. Rhythms. We wanted the record to sound as intense as our live shows, and as chaotic as the world around us”.

Una dichiarazione d’intenti solida e precisa quella del duo svedese Wildbirds & Peacedrums composto da Mariam Wallentin e Andreas Werliin. Rhythm è il quarto album in studio. Il disco rappresenta una scelta drastica e coraggiosa: le nove tracce sono state realizzate (quasi) totalmente attraverso il dialogo batteria-voce. Una forma di intimità che rispecchia un tipo di narrazione che vuole raccontare disperazione e reazione, riconoscere e attraversare quel limite che divide la realtà dall’immaginazione.

Se dal punto di vista del significato assume una notevole importanza tutto questo, si rivela tutto più importante per l’aspetto musicale. L’essenzialità strumentale porta il duo svedese a superare certi limiti a tal punto da lasciarsi trasportare dal contesto “selvaggio”, dall’artificioso ma decisamente realistico ambiente live: per questo nel corso dell’album la sperimentazione domina la scena e incontra vari modi di esprimersi.

C’è prima di tutto un aspetto melodico ed evocativo che è il prodotto della voce  di Marian Wallentin che disegna un concetto di pop trasversale che richiama vari stili concatenati, dall’r'n’b al soul e così via (si pensi alla straordinaria interpretazione di “The Unreal vs The Real“); e poi c’è la batteria di Werliin che si reinventa in ogni pezzo e canalizza la composizione su trame differenti: linee funk con retaggi jazz (“The Offbeat“), direzioni più robuste (la fuga di “Soft Wind, Soft Death” e le dissonanze di “Everything All The Time“), ritmiche tribali e richiami ‘tropicali’ (“Mind Blues“).

Nell’epoca della sofisticazione, i Wildbirds & Peacedrums introducono un concetto semplice senza eliminare l’elaborazione della composizione: la loro musica suda improvvisazione ma è semi-strutturata, è essenziale ma sa essere corposa e soprattutto riesce ad ottenere il massimo (da tutti i punti di vista) con pochi mezzi. Musica “biologica’ che non ha bisogno di etichettature.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Ghosts & Pains
  • 2 · The Offbeat
  • 3 · Gold Digger
  • 4 · Mind Blues
  • 5 · Who I Was
  • 6 · Soft Mind, Soft Dead
  • 7 · The Unreal vs The Real
  • 8 · Keep Some Hope
  • 9 · Everything All The Time

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