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Recensioni | Pubblicato il 9 settembre 2013

Ritratti

Dany Greggio

Ritratti

Genere: Songwriting

Anno: 2013

Casa Discografica: Tarzan Records

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L’intreccio fra forme d’arte porta sempre a risultati affascinanti e di una certa efficacia comunicativa: lo si può avvertire nel nuovo lavoro di Dany Greggio, cantautore di origini sudafricane ma romagnolo di adozione. Un personaggio versatile e che ha scelto sempre un tipo di carriera mai sopra le righe. Dalla collaborazione con Pierpaolo Capovilla a quella con i La Crus, alla vita teatrale sino alla pagina musicale solista concretizzata nel 2009.

Un personaggio di peso che porta tutte le sfaccettature dell’arte in questo vinile di 5 brani, registrato da un solo lato: a partire dall’artwork. Trattasi dell’opera significativa di Marco Neri “La casa delle bandiere” che da anche il titolo a uno dei pezzi dell’album. E poi c’è l’essenzialità della musica (pensate al tocco vellutato ma “pieno” dell’iniziale “Gli Occhi Gentili“), chitarra e voce, che viene rinforzata prepotentemente dall’interpretazione vocale dell’artista e dall’impetuosità della poetica dei testi, nonchè la trasversalità di umori degli stessi che non sono declinati verso il pessimismo ma coltivano una luce di speranza.

Uno stile che riprende la vecchia scuola cantautorale ma che non cela la personalità del cantautore: “La casa delle bandiere” riesce ad emozionare con gli spazi che esaltano l’interpretazione vocale e di conseguenza le stesse parole ispirate proprio dall’opera di Neri. E non è un caso se in “Ballata di San Giuliano” si possano trovare tracce stilistiche di Matt Elliott, una eccellenza nella riproposizione di quella scuola in chiave moderna e questo viene fuori soprattutto nei momenti in cui c’è una maggiore tribolazione vocale. E probabilmente è ancora più evidente nella solennità interpretativa di “Oh Pettirosso“.

Canto alla durata”  fonda le sue radici nell’omonima brillante opera dell’austriaco Peter Handke: viene riproposto lo stile limpido e scarno, con piccole e brevi incursioni rumoristiche che quantificano e materializzano quelle sensazioni e piccoli dettagli descritti nel testo.

Siamo di fronte a un lavoro che pecca solo di semplicità compositiva ma non per questo di semplificazione delle strutture; infatti c’è una concatenazione di campi, influenze e ispirazioni che favoriscono la bellezza di questo disco. E si ritorna al discorso iniziale: è la totalità dell’arte che domina il lavoro di Greggio con la centralità della scrittura che rende vigorosa e viva la comunicazione; non solo l’ascoltatore viene toccato e coinvolto, ma sprofonda nell’idillio lirico e sonoro.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Gli occhi gentili
  • 2 · La casa delle bandiere
  • 3 · Canto alla durata
  • 4 · Ballata di San Giuliano
  • 5 · Oh pettirosso

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