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Recensioni | Pubblicato il 29 marzo 2013

3fingerguitar Rough

3fingersguitar

Rough Brass

Genere: Alt-songwriting, Noir-Folk

Anno: 2013

Casa Discografica: DreaminGorilla Records/Marsiglia Records

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Qualche settimana fa vi abbiamo presentato in anteprima streaming il nuovo lavoro di 3fingersguitar. Prima di inoltrarci nella lettura di questo ep, vi introduco al progetto con qualche nota biografica. Dietro questo moniker si cela Simone Perna (già batterista nei Viclarsen). Rough Brass rappresenta il secondo lavoro ufficiale e va a chiudere la prima fase del progetto: infatti si è aggregato alla formazione Simone Brunzu (batterista dei The Washing Machine) e la fase creativa è già in movimento.

Il musicista spiega cosi il suo lavoro: “Dentro “Rough Brass” ci sono paranoie notturne, cani randagi, alienazioni altrui condivise, crisi di personalità, falliti tentativi di fuga, ritorni e -rullo di tamburi- amore. Due chitarre, una loop station, qualche percussione e una voce”.

Prediligendo volutamente le atmosfere lo-fi, siamo davanti ad un cantautorato noir e visionario: i ritmi sono spesso ossessivi e ripetitivi, il sound vicino ad un folk inacidito che assorbe dalle strutture psichedeliche e dal ruvidità del blues e il timbro di voce (in alcuni casi volutamente sgangherato, nel senso buono del termine) che va  a completare quell’atmosfera cupa e indefinita che caratterizza l’ep.

Spies” è il brano più “anomalo” del disco in quanto si orienta su una direzione di anti-folk con uno stile vocale aggressivo che poi si riverserà in un sound consistente nella parte finale. “Polka Dot Shirt” ci introduce alle atmosfere lisergiche e visionarie della sua musica. Lo fa anche la successiva “Waiting for-sister midnight” ma questa si arricchisce di quelle sfumature blues di cui parlavamo prima e di ricche distorsioni e “ubriacature”. “Mirror of Stars” ci riporta ad una dimensione più terrena con una linearità più accentuata e una ricercata ripetitività degli accordi.

E infine c’è la ciliegina sulla torta rappresentata dal brano conclusivo “Lying down your perfection” nella quale ripropone  in maniera amplificata quell’ossessività e quel mood noir, marchio di fabbrica molto efficace. Un lavoro di composizione ineccepibile, sporco al punto giusto e che trasmette bene il senso del disco. Se questo è la conclusione della prima parte del progetto, fatecelo dire: è una gran bel finale.

Voto: 6,8/10/10

Tracklist:

  • 1 · Spies
  • 2 · Polka dot shirt
  • 3 · Waiting for-sister midnight
  • 4 · Mirror of Stars
  • 5 · Lying down your perfection

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