Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 19 novembre 2013

Samaris

Samaris

Genere: Elettropop, trip-hop

Anno: 2013

Casa Discografica: One Little Indian Records

Servizio di:

Immaginatevi che in Islanda un producer di musica trip-hop, una cantante e una clarinettista neanche diciottenne decidano di formare un gruppo. Ecco, loro sono i Samaris. Poco conosciuti sì, ma non per questo da sottovalutare. Un altro colpo andato a segno per la One Little Indian Records che, dopo aver accolto sotto la sua ala artisti del calibro di Bjork e Sinnead O’Connor, ha pubblicato il 30 luglio 2013 l’omonimo album della band islandese, che comprende i due EP precedenti, Hljóma Þú (2011) e Stofnar Falla (2012), e quattro remix.

 Atmosfere eteree, sembra di perdersi tra i paesaggi di ghiaccio della loro terra natìa: il clarinetto si fonde perfettamente tra i beat e i controtempi, il timbro della voce di Jófríður Ákadóttir è soffice e ovattato, perfetto nell’insieme. Il risultato è un sound veramente potente ma mai esagerato, gli ”azzardi” (musicalmente parlando) sono numerosi, ma tutti contribuiscono al risultato finale, magico. I Samaris sono fautori di una nuova sorprendente evoluzione della musica elettronica, inaspettata ed estremamente innovativa.

Al primo ascolto del disco si percepiscono subito tutti i ”segni particolari” di questa band. Si parte con “Hljóma Þú, che introduce subito al mood cupo ed elettronico che si protenderà fino alla fine del nostro ascolto. Secondo brano è “Viltu Vitrast, che meglio rappresenta le intenzioni dei tre musicisti in quanto a suoni e struttura musicale: per primo parte il sintetizzatore, poi il beat elettronico, dunque il clarinetto e la voce. Insomma, non è difficile capire quali siano gli elementi base della musica dei Samaris. Eppure ciò non è sinonimo di banalità, ma anzi risulta vincente: nonostante non si allontanino mai troppo dalle loro sonorità caratteristiche. sono stati in grado di gestire con disinvoltura variazioni stilistiche (soprattutto per quanto riguarda le parti strumentali) e di dinamica tra brano e brano.

L’omonimo album dei nostri Islandesi presenta dodici tracce in grado di accontentare tutti: da brani più lievi e delicati all’ascolto, a quelli più ritmici come “Sólhvörf II, marcato con decisione da un batteria molto presente. E per non fare lasciare l’amaro in bocca agli amanti dell’elettronica pura ci sono anche quattro remix, di cui consigliamo l’ascolto poiché tutti veramente ben eseguiti e in grado di valorizzare ancora di più il lavoro originario. Uno di questi, tra l’altro, vede la collaborazione con Futuregrapher (altro artista islandese da tenere d’occhio!), co-fondatore dell’etichetta Möller Records, la quale vanta la produzione di ”many of Iceland’s most notable and influential artists”. 

E così più di un anno fa usciva il primo video ufficiale dei Samaris, ottima controparte visiva del brano ”Góða Tungl”. Prova del nove che dalla ”Terra del Ghiaccio”, tra clarinetti e sintetizzatori, proviene forse uno dei progetti più interessanti di questo 2013. Se non ve ne siete ancora accorti l’Islanda sempre di più si rivela culla di giovani artisti dalle grandissime potenzialità. Qualche nome? Of Monsters and Men, Sóley, Lay Low , Mammút e, naturalmente, i Samaris.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 2 · Hljóma Þú
  • 3 · Viltu Vitrast
  • 4 · Góða Tungl
  • 5 · Stofnar Falla
  • 6 · Vöggudub
  • 7 · Sólhvörf (I)
  • 8 · Sólhvörf (II)
  • 9 · Kælan Mikla
  • 10 · Hljóma Þú (Muted Remix)
  • 11 · Viltu Vitrast (Futuregrapher Remix)
  • 12 · Góða Tungl (DJ Arfi Remix)
  • 13 · Stofnar Falla (Subminimal Remix)

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi