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Recensioni | Pubblicato il 25 agosto 2014

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Sick Tamburo

Senza Vergogna

Genere: Alternative Rock

Anno: 2014

Casa Discografica: La Tempesta Dischi

Servizio di:

Senza Vergogna è il terzo album dei Sick Tamburo, progetto nato dalle ceneri dei Prozac +, ma con un’identità del tutto particolare, in bilico tra un suono ossessivo e crudo ed una vena melodica e personale.

Le liriche, le storie sono ancora quelle raccontate da GM, Gian Maria Accusani, storico songwriter dei Prozac, che compare alla voce in tutte e dieci le tracce. Abbandonata la violenza verbale e la ritmica scarna che dominavano il primo lavoro (l’omonimo Sick Tamburo), a riempire la scena adesso è un senso di intimità, di introspezione già sperimentato nel secondo album, A.I.U.T.O.

Con Senza Vergogna percorriamo ancora una volta le strade di un’esperienza dolorosa, ma stavolta lo sguardo è consapevole, malinconico, dolce e amaro, straordinariamente intenso.

Il senso d’abbandono, di perdita, di paura si raccoglie e si scioglie dentro l’atmosfera rarefatta del racconto di dieci frammenti di realtà.

“Era bello davvero, qualche volta anch’io ho sorriso” è il refrain del pezzo d’apertura  (“Qualche volta anche io sorrido“) e incarna l’essenza di questo disco: un occhio sul passato che misura rimpianti e rimorsi, accarezza la bellezza perduta, ritorna a quello che sarebbe potuto essere, a quello che forse non sarà più (“Prima che sia tardi“) e che riesce a continuare a vivere in un gesto di dolcezza (“Il fiore per te“).

I mostri di questa favola, di questa guerra personale sono le nostre debolezze: le maschere di un passato difficile che continuano a fare male (“L’uomo magro“), l’alcol (“Quando bevo“), il bisogno di normalità frustrato (“Niente ti dipinge di blue“), la voglia e la paura di condividersi e vivere il bisogno dell’altro (“Ho bisogno di parlarti“), la durezza della solitudine e dell’abbandono (“Se muori tu“), la dolorosa scoperta dei propri pensieri (“Ti amo – solo quando sono solo“).

Questi sentieri ci conducono a guardare dentro noi stessi, a spogliarci delle finzioni, a ripercorrere i nostri passi, a ricordare le gioie e comprendere gli errori, prima che siano gli errori a decidere per noi, lasciando spazio soltanto al rimpianto e all’ossessione (“Pensiero“).

Senza Vergogna, nomen omen, mette a nudo tutto questo senza pietà: i dettagli più crudi, le emozioni più profonde, le certezze più brucianti, i ricordi più preziosi e delicati, i vizi e i timori più meschini.

Sick Tamburo fanno un passo in avanti e costruiscono un album musicalmente più melodico e uniforme dei precedenti, ma in cui ogni parola è un pietra, ha la forza e l’incisività di una nuova consapevolezza.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Qualche volta anch'io sorrido
  • 2 · Prima che sia tardi
  • 3 · L'uomo magro
  • 4 · Quando bevo
  • 5 · Il fiore per te
  • 6 · Niente ti dipinge di blue
  • 7 · Ho bisogno di parlarti
  • 8 · Se muori tu
  • 9 · Ti amo (solo quando sono solo)
  • 10 · Pensiero

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