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Recensioni | Pubblicato il 17 luglio 2013

serza cover 1500

Alexandr Vatagin

Serza

Genere: Ambient, Post-Rock, Sperimentale

Anno: 2013

Casa Discografica: Valeot records

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La sperimentazione consiste anche nell’unire trame, strumenti, stili che tradizionalmente sarebbero incompatibili. E su queste basi Alexand Vatagin basa la sua ricerca musicale.  Il multistrumentista uncraino/austriaco (violoncellista e bassista in primis), dopo varie collaborazioni ( B. fleischmann, Stefan Nemeth, Steven Hess) ed esperienze in gruppi (Port-Royal,Slon, Tupolev, Und Morgen, Der Asphalt), ha iniziato a produrre lavori solisti.

Nel 2006 è uscito Valeot, seguito da Shards nel 2009 (il primo per la sua etichetta discografica Valeot Records). Quest’anno è uscito il suo terzo album solista intitolato Serza,caratterizzato da varie eccellenti collaborazioni: Martin Siewert (Radian, Trapist), Hideki Umezawa (Pawn), James Yates (Epic 45, Pattern Theory), Fabian Pollack, Giulio Aldinucci, Tupolev e Patrick Pulsinger.

L’artista ha saputo ben sfruttare gli ospiti che hanno contribuito a dare  una forma indefinita al suono: un intreccio fra forme classiche e strutture insolite che si manifestano attraverso incroci di modern classical (il piano di “La douce” che si disperderà nel silenzio assordante, la classe di “Insomnia with Port-Royal“), tratti post-rock (la seconda parte di “Elbe“) e sfumature ambient che non conoscono quasi mai la linearità di andamento (i flussi di “Mantova“, il manto noise di “March of the dancing barriers“). Prevale un approccio compositivo rivolto all’essenzialità.

L’album si apre con “Elisa“, nella quale il violoncello è contrastato da un sottile strato rumoristico. Quest’ultimo si ripresenta in maniera più corposa in “Bows and airplaines“, brano che sviluppa lo stile minimalista di Vatagin. Un’elettronica utilizzata con moderazione, un controllo che mette in evidenza tutta l’eleganza della composizioni. E la traccia finale “Different” mette in risalto questo aspetto con i suoi piccoli tagli e l’evocatività di fondo che caratterizza il brano. Un’attenzione al dettaglio, figlia dell’oculatezza compositiva notevole. Un gran lavoro creativo ma anche di scultura del suono.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Elisa
  • 2 · Bows and airplanes
  • 3 · Elbe
  • 4 · Mantova
  • 5 · La douce
  • 6 · March of the dancing barriers
  • 7 · Insomnia with port-royal
  • 8 · Different

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